Il Tirreno

il racconto 

«La mia odissea con la Master per una bolletta già pagata»

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massa

«Questa storia ha il suo inizio a metà dicembre 2019 quando ricevo dal Comune di Massala richiesta di pagamento della Tasi per l’anno 2014 e relative sanzioni. Giusto in tempo per farti passare un sereno Natale e un Capodanno da favola. Rispolvero le mie carte relative al 2014 e scopro che i versamenti sono stati fatti regolarmente, esatti nell’importo e nelle scadenze, e con i relativi codici di tributo». Inizia così il racconto del signor Enrico sulla sua disavventura con la Master. L’uomo comincia a tempestare di telefonate gli uffici comunali, ma nessuno risponde: «La linea è sistematicamente occupata e, quando non lo è, una mano alza la cornetta e la riabbassa immediatamente, facendo saltare la comunicazione. Provo e riprovo per i giorni seguenti, ma niente. Interpello l’Urp e altri uffici, ma il risultato non cambia. Mando una mail, che rimane senza risposta. L’ansia si trasforma in arrabbiatura: infatti una veloce comunicazione per le vie brevi avrebbe permesso di risolvere tutto. Ti brucia, che ti abbiano giudicato un evasore, mentre tu ti sei comportato correttamente. Ti brucia, che ti venga impedito di spiegare l’errore loro con una semplice telefonata».

A questo punto, racconta ancora i nostro lettore, « mi sono ricordato di una esperienza lavorativa vissuta quando ero impiegato presso la filiale di una grande banca. Un impiegato arrivato da poc firmava di tutto, senza controllare. Ci fu una protesta, da parte della clientela e il direttore chiamò il colpevole e, con voce stentorea, gli disse: “Caro Lei mette la sua firma su delle contabili che hanno valore legale, non sulla carta del pecorino”. Adesso, tuttavia, andava risolto il mio problema. Vi provvide mia moglie, che ebbe la brillante idea. ”Non ti preoccupare, andiamo a Massa (distante da casa nostra 320 km.) una settimana, in due giorni sistemiamo la pratica e nei rimanenti facciamo

turismo.”

“Arrivammo a Massa, in Comune, appena saputo della mia situazione e dei chilometri fatti, fui circondato dalla comprensione di tutti. Un prete mi confortò: “Qui siamo allo sbando tributario, a me hanno mandato l’ingiunzione per pagare la Tasi anche per i luoghi di culto che, come tutti sanno, sono esenti”. La mattina successiva alle 7,10 ero già in Via Musico. Alle 11.30, risolsi la situazione Tasi. In realtà, tutte le informazioni inerenti l’imposta, e che mi riguardavano, erano nelle memorie dei computer comunali, unitamente ai codici tributo da me chiaramente indicati nel mod. F 24 semplificato. Così mi fu chiaro che l’invio della lettera, contenente l’accusa di “evasore”, poteva tranquillamente essere evitato, così come la necessità di dovermi recare a Massa, di percorrere più di 640 km., di fare più di sette ore di coda fra giovedì pomeriggio e venerdì mattina. Ma, grazie ai disservizi comunali mi fu possibile trasformare alcuni giorni, che sarebbero passati senza infamia e senza lode, in giorni di puro godimento gastronomico. Alla fine della settimana successiva ritornai nella mia tana nordica a curare la mia cardiopatia, interamente rimesso in sesto dalla eccellente cucina dei ristoranti massesi. Le scuse per il Natale ed il Capodanno rovinati, per lo stress, le arrabbiature, le perdite di tempo, le spese di viaggio e di soggiorno, i rischi stradali, e quant’altro, me le sono fatte da me. Tuttavia, prego vivamente signore e signori della Master di rispondere al telefono». —

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