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Gli Studi Nicoli fanno il pieno «Questa è una meraviglia»
carrara
“Vi consiglio di fare un giro per il centro cittadino, piazza Alberica e il Duomo: nell’800 Carrara aveva una classe borghese illuminata e ci sono ancora tracce di questo passato” si accomiata così Francesca Nicoli da un nutrito gruppo di visitatori fiorentini arrivati apposta per visitare gli storici laboratori, sotto lo sguardo attento del Bettogli. Saltata la primavera, le giornate Fai si sono rifatte con un doppio appuntamento e due week end anche a Carrara. Gli Studi Nicoli fanno il pieno e riempiono di meraviglia gli occhi del pubblico con una guida d’eccezione, Francesca Nicoli. “Che meraviglia” li senti ripetere di tanto in tanto, mentre attraversano il grande laboratorio. «Questa struttura nasce come casa-bottega e questo impianto con i soffitti così alti si trova in molte case di Carrara: erano tutti laboratori” spiega Nicoli iniziando proprio con le origini degli studi, vale a dire il suo trisnonno Carlo Nicoli, brillante studente dell’Accademia di Belle Arti e poi brillante allievo presso la bottega di Dupré, noto artista dell’800. Mostra immagini delle opere del trisnonno: il monumento alla regina Vittoria a Brighton, poi piaciuto e commissionato anche per Pradesh in India e poi in Australia:”Il marmo lavorato a Carrara partiva per gli angoli più remoti del mondo” racconta ricordando però come con l’avvento del fascismo, il marmo cadde in disgrazia fino agli anni 50. Il fascismo infatti avvalorò molto il marmo ricoprendone molte città italiane ma fermando il mercato estero e facendo chiudere molte aziende storiche. “Dopo la guerra ormai marmo era sinonimo di fascismo e stava soccombendo sotto la nuova plastica: mio padre si mise a fare l’avvocato fino a quando lo scultore inglese Henry Moore non gli consigliò di riprendere, e così fece”.
“Guardate questi 2 blocchi-ha mostrato alla fine- uno è statuario l’altro ordinario: la differenza non appare evidente ma il primo vale 100.000 euro le 20 ton mentre l’altro 10.000. Lo statuario ha un colore più caldo adatto alle statue perché ricorda l’incarnato umano. Il Bettogli ha lo statuario ed è una gruviera al suo interno”.
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