Sanac in bilico, i sindacati: incontro urgente col governo
Massa
Sono iniziatei in commissione Attività Produttive della Camera le audizioni sulla vertenza Sanac. I primi ad essere ascoltati sono stati, ieri, i sindacati in rappresentanza dei lavoratori interessati. Per la Filctem Cgil (al tavolo con Cisl e Uil, rappresentate da segretari nazionali di categoria) c’era Nicola Del Vecchio, che ben conosce la qursione e ha riassunto davanti ai parlamentari la situazione difficile di Sanac, i cui lavoratori attendono da oltre un anno la promessa acquisizione da parte di Arcelor Mittal e nel frattempo vedono aumentare le ombre sul loro futuro. «Le 4 aziende del gruppo – ha deto Del Vecchio – stanno producendo a ritmi ridotti facendo ricorso alla Cassa integrazione e nulla sappiamo delle reali volontà di Arcelor di concludere l’acquisto entro la data proposta ai commissari. Tra l’altro la multinazionale indiana si è dimostrata un interlocutore ben poco serio in questi mesi, basti ricordare che Sanac vanta crediti per circa 9 milioni di euro e per vedersi pagate le fatture la gestione commissariale ci ha comunicato che si è dovuti ricorrere a decreti ingiuntivi o addirittura a ritardare le spedizioni». I sindacati hanno quindi chiesto un incontro urgente con il governo entro il 30 novembre per ottenere impegni concreti sulle reali volontà di prosecuzione dell’attività produttiva conseguentemente al mantenimento degli attuali livelli occupazionali». Una richiesta recepita dalla commissione.
«Questo ciclo di audizione - spiega la presidente della commissione parlamentare Martina Nardi - è importante per informare tutto il Parlamento su quali siano i nodi da sciogliere per salvaguardare i livelli produttivi e occupazionali di Sanac. Dopo che la scorsa settimana è stato riconvocato il tavolo di confronto nazionale - aggiunge - ora abbiamo scadenze più vicine e quindi c'è la necessità di conoscere la situazione per intervenire al meglio. In questa occasione - spiega ancora la presidente Nardi - ho confermato ai sindacati che, a mio avviso, la soluzione preferibile sia quella di tenere legata Sanac alla vertenza più generale dell’Ilva di Taranto. Ritengo che per Sanac vi siano migliori prospettive di recupero, e quindi di tenuta occupazionale, all'interno del progetto più complessivo di riconversione ecologica e di rilancio del settore acciaio che il governo sta predisponendo proprio a partire dal complesso industriale pugliese». —
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