«Preferiti mezzi privati, ma chiediamo più corse»
La dirigente Castagna: «Non abbiamo numeri da grandi città metropolitane Però un viaggio affollato può vanificare le ore in aula fatte a distanza»
A testimoniare quanto l'argomento sia “caldo”, sentito, è arrivata pure la convocazione di una riunione nelle prossime ore in provincia. Un tavolo per parlare di scuole e trasporto pubblico. Perché un viaggio affollato può vanificare le ore in aula fatte di distanze, mascherine su e una quotidianità scolastica tutta ricalibrata con i turni d'ingresso e d'uscita scaglionati. E che il tema – anche in una città di provincia, con una cultura, un utilizzo del trasporto pubblico non frequente e radicata – sia di quelli centrali lo sanno bene i dirigenti scolastici. Perché tra turni, laboratori il pomeriggio, carenza di docenti, didattica a distanza a integrare, ci sono quelle fasce orarie che quasi inevitabilmente hanno bisogno di un rinforzo sul fronte trasporto pubblico ai tempi del Covid-19. «Ad agosto avevamo segnalato la necessità relative ai trasporti, chiedendo il raddoppio delle corse negli orari di ingresso e di uscita con più studenti. Non abbiamo un utilizzo dei mezzi pubblici come le medie-grandi città, però alcuni orari avrebbero bisogno di un aumento delle corse», spiega la dirigente scolastica dell'istituto “Zaccagna-Galilei”, nonché reggente al liceo “Marconi”, Marta Castagna. Numeri importanti, mappe con percorsi diversi per gli ingressi (e le uscite), orari a turni appunto, la sensibilizzazione dei docenti dalle mascherine ai mezzi pubblici: «La sensibilizzazione del personale scolastico va dagli ingressi alle uscite, alle ore a scuola con l'utilizzo delle mascherine e il mantenimento delle distanze». Questo in aula. Sul capitolo mezzi pubblici ci sono orari, come ci conferma sempre la dirigente, nei quali si concentrano più alunni. Come alle 13. E a quell'ora siamo andati davanti alla sede di via Campo d'Appio per raccontare e vedere il rapporto quotidiano tra scuola e trasporto pubblico. Ed effettivamente a quell'ora il via-vai è più intenso: suona la campanella e cominciano a uscire studentesse e studenti; le mascherine sono su e in molti prediligono i mezzi privati. E così, complice la bella giornata, alle fermate i numeri non sono elevati. «Ripeto, non siamo a Roma, Milano, Firenze: in tanti utilizzano i mezzi privati. In questo periodo è più facile, complice il clima, bisogna ragionare lungo l'anno. Per questo ci sono due aspetti importanti: l'aumento per fasce orarie, ma – per la sede di via Campo d'Appio – anche dell'uso di navette che possano trasportare gli alunni verso il viale XX Settembre, area centrale dei trasporti», spiega la dirigente. La soluzione? L'aumento di corse, dunque, in maniera ragionata e cioè in determinate fasce orarie e a seconda del contesto. «Non c'è un trasporto ripetuto per chi viene da altri comuni o da frazioni montane. Vorrei ribadire per questo che l'entrata alle 9 per tutti non agevola il rapporto alunni-mezzi, crea un disservizio maggiore a chi viene da fuori – costretti a prendere sempre la solita corsa e magari aspettare fuori da scuola un'ora in più –, e più generalmente potrebbe "congestionare" il flusso, quello dell'entrata alle 9 è un ragionamento che ha senso nelle città più grandi, qui abbiamo bisogno di più corse in certi orari», conclude.
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