Il Tirreno

Massa-Carrara

«Mancano troppi medici, sanità al collasso»

«Mancano troppi medici, sanità al collasso»

La denuncia della Fp Cgil che conta ben 57 dottori in meno all’Asl: 15 al Pronto soccorso, 7 in Chirurgia, 8 radiologi

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Mancano medici, Tanti, in reparti diversi. La denuncia, corredata di numeri, arriva dalla Cgil Funzione pubblica. Che fa un conto davvero allarmante. «Da una nostra verifica – scrive Patrizia Bernieri della segretaria Fp Cgil – risultano non sostituiti per pensionamenti: 5 medici a Ortopedia, 7 a Chirurgia, 2 a Medicina, 3 di Chirurgia vascolare, 2 al Centro trasfusionale, 3 alla Radiologia interventistica, 8 alla Radiologia , 2 di Malattie infettive, 1 di Emodialisi 2 per Cardiologia, 1 di Pneumologia , addirittura 15 medici al Pronto soccorso, 3 medici del territorio e 3 nel reparto Ginecologia». In tutto fanno 57.

Una situazione che determina una generale sofferenza «con un inaccettabile ricorso al lavoro straordinario ed a turni di lavoro eccessivamente gravosi per i lavoratori, non ancora usciti come ben sappiamo dalle attività della pandemia», rimarca il sindacato.

E il quadro delle carenze è drammatico: «Il medico ortopedico da Massa, quando è reperibile deve dare una risposta ai cittadini di tutta la provincia, in Lunigiana non vi sono medici sufficienti per garantire il servizio in autonomia. La chirurgia generale con 7 medici in meno, deve garantire l’attività con presenza 24 ore su 24 all'interno dell'ospedale in Lunigiana in pronta disponibilità , vi è attività in degenza, gli interventi ordinari di sala operatoria come interventi in urgenza e attività' ambulatoriali che necessitano di essere garantite, cosi' i riposi, le ferie ecc...». In Radiologia mancano 8 medici rispetto alle dotazioni di poco tempo fa e «le attivita' in parte sono state dirottate verso il privato». Le mancate sostituzioni dei pensionamenti avvenuti, gravidanze, lunghe malattie, il lavorare in numero ridotto anche per le assenze improvvise, il saltare i riposi – accusa ancora las Fp Cgil – «hiamano tutto il personale a un continuo e stressante sforzo psico-fisico e al rischio di non farcela. Paradossalmente l'azienda rifiuta anche la richiesta di part-time di una dottoressa coni 6 figli minorenni. Alla dirigenza che dichiara sui giornali i medici rifiutano di essere assunti nell'Asl nord ovest dovrebbe essere chiara la motivazione».

Quali le cause di eusta situazione: «Mancanza di programmazione, di capacità, di volontà? Certo è che il risultato è una oggettiva riduzione dei diritti dei sanitari e della capacità di dare un adeguata risposta ai bisogni dei cittadini ».

«La difesa del servizio pubblico è resa concreta ogni giorno dall'impegno, dallo sforzo, dall'alta professionalità e dal senso di appartenenza di tutti i lavoratori, ma tutto viene messo a dura prova per le mancate programmazioni». Tutte queste mancate assunzioni, dice poi Bernieri, «stanno spostando attività dal pubblico al privato: interventi chirurgici fatti in cliniche private, ecografie, risonanze magnetiche visite specialistiche, e nello stesso tempo vi è una grossa difficoltà a garantire in molte attività specialistiche all'interno del Noa. Uno spostamento al privato che non garantisce ai cittadini meno abbienti il diritto all'assistenza sanitaria».

La pandemia, chiude la Cgil, «ha messo in luce a livello nazionale la sofferenza del sistema sanitario pubblico dovuto principalmente ai tagli operati negli anni passati e alla carenza di personale. Il sistema sanitario ha retto all'urto nonostante i gravi problemi grazie all'impegno innegabile dei suoi lavoratori; Perciò sono intollerabili ritardi e scarsa attenzione dell'Asl a risolvere i problemi che i lavoratori e i servizi stanno vivendo». —


 

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