Italia
Noa, si ricomincia ad allestire i reparti i Covid
Dieci ricoverati in malattie infettive, in corso l’attivazione di setting da i 12 posti letto. il direttore Giuliano Biselli: noi siamo pronti
MASSA.I posti letto in malattie infettive sono tutti occupati e il timore è che presto di posti letto ne servano altri. Se, infatti, fino ai giorni scorsi le infettive accoglievano massimo cinque pazienti Covid, riservando i restanti letti a differenti patologie, adesso le cose sono cambiate e quei 5 letti non bastano più: l’intero reparto di infettive da ieri è destinato ai Covid positivi. Ma il Noa si prepara e di letti ne mette a disposizione altri: come far fronte all’emergenza lo sa bene perché a testa alta ha affrontato il picco epidemico del marzo scorso.
Così, di fronte ad un aumento dei contagi e di casi in cui il Covid si manifesta con sintomi importanti, l’ospedale della Apuane attiva i protocolli e si mette al lavoro. E se è vero che nelle intenzioni dell’Asl Toscana Nord Ovest c’è quella di creare un unico ospedale Covid di zona al Santi Giacomo e Cristoforo, consentendo piena operatività alle altre strutture ospedaliere, è altrettanto vero che, in attesa dell’attivazione dei letti al vecchio ospedale massese, il Noa si rimette rapidamente in campo.
Sono in corso infatti tutte le procedure per la riattivazione dei setting Covid, si tratta di “moduli”, piccoli reparti da 12 letti, ciascuno dei quali isolabile. E questo significa che può ospitare Covid positivi in piena sicurezza e in totale separazione dagli altri reparti.
Giuliano Biselli, che del Noa è il direttore, spiega che al momento «malattie infettive è interamente destinato a Covid positivi. Gli altri pazienti infettivi - dettaglia - sono stati trasferiti. Ci stiamo organizzando per affrontare un’eventuale emergenza, un primo setting è di prossima attivazione, quindi saremmo in grado di far scattare ulteriori attivazioni in base alle esigenze».
Una modularità dell’ospedale che vedrà l’ampliamento o - si spera - la riduzioni dell’area Covid a seconda delle necessità e della diffusione del virus.
Il Noa è pronto, quindi, e in grado di attivare ogni protocollo per far fronte ad un nuovo picco. Del resto i dati di ieri sono poco incoraggianti. Se è vero che le nuove positività accertate in provincia sono state meno rispetto a quelle registrate in altre zone, è altrettanto vero che Massa Carrara è chiamata ancora a misurarsi con casi di coronavirus in una Rsa lunigianese (leggi articolo accanto). Un evento che non può non riportare alla mente quanto accaduto nel nostro entroterra nel marzo scorso.
Dei 581 casi toscani accertati ieri - di cui 175 nell’Asl Toscana Nord Ovest - 28 interessano le Apuane. Di quei 28, 18 riguardano i comuni di costa (9 positivi a Carrara, 8 a Massa, 1 a Montignoso) e 10 la Lunigiana: 4 ad Aulla, 1 a Casola, 1 a Filattiera, 3 a Fivizzano, 1 a Tresana (sono esclusi dal conteggio, chiaramente i positivi in rsa).
Aumentano anche i ricoveri che ieri in Toscana hanno raggiunto quota 322 (47 in più rispetto al giorno prima) di cui 46 in intensiva. Di quei 322 ricoverati, 70 sono ospitati negli ospedali dell’Asl Toscana nord ovest di cui 8 in terapia intensiva.
All’ospedale di Livorno ieri i ricoverati erano 32 di cui 23 della zona livornese, 4 versiliesi, 2 apuani e 1 dell’ambito di Lucca. All’ospedale di Lucca i ricoverati erano 28 di cui 23 dell’ambito territoriale di Lucca e 5 dell’ambito di Massa Carrara. Aumentano, come dicevamo, i ricoverati all’ospedale delle Apuane: erano 5 fino a pochi giorni fa, adesso sono 10, tutte persone della nostra zona. —
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