Il Tirreno

le ragioni di athamanta 

«Otto alluvioni in 20 anni, il sistema è insostenibile»

«Otto alluvioni in 20 anni, il sistema è insostenibile»

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carrara

«Il sistema cave non è sostenibile». Athamanta, gruppo promotore della manifestazione di sabato 24 (il ritrovo è fissato alle 14 allo stadio), aveva affidato a una nota nei giorni scorsi i suoi “perché”. E così, a una dozzina di giorni ormai dal corteo, riepiloghiamo la posizione del collettivo che sottolineava: «Athamanta è realista. Il sistema cave non è sostenibile. È realistica la necessità di affrontare la crisi ecologica e climatica, adesso. Le economie di estrazione producono sui territori devastazione ambientale ed economica. Questo accade anche nelle Apuane. Questa attività non è sostenibile», scrivevano nel loro comunicato con cui delineavano per punti le motivazioni della manifestazione per la quale era scattata prontamente in risposta anche una contro-manifestazione. Poi continuavano da Athamanta: «Lo abbiamo imparato dall’impatto di 8 alluvioni in 20 anni, dal tracollo delle casse pubbliche, dallo spopolamento, dalla povertà e dal precariato che affliggono la “capitale del marmo”. Queste non sono fake news, come qualcuno vorrebbe far credere. Sono veri il bianco dell’acqua dei fiumi e l’inquinamento delle falde; sono veri i milioni di tonnellate di montagna che spariscono ogni anno; sono veri i dati sulla disoccupazione e il calo dei lavoratori del settore». E ancora: «È vero chi si arricchisce con questo sistema e diffonde menzogne nel chiaro tentativo di creare un clima di tensione e divisione. Un gioco da sempre usato da chi occupa posizioni di potere per tutelare il proprio interesse: dividi et impera. L’obiettivo è innescare una lotta tra poveri nella disperata speranza che il dissenso si esaurisca. Gli “ambientalisti” stanno conducendo una battaglia per i lavoratori, per le loro famiglie e per il futuro di tutti: questa è la verità. La mobilitazione che vogliamo è contro le grandi imprese del settore e le forze politiche ed economiche con loro conniventi. La qualità della nostra vita non si compra con i soldi o con qualche punto di pil, il nostro benessere passa dalla qualità del lavoro, dall’ambiente, dalla salute, dalla cultura, dalla vivibilità delle nostre città. Il Gigante di marmo sta crollando sopra le teste di tutti noi, non permettiamo che ci caschi addosso. Camminiamo insieme perché chi continua a rimanere seduto e a negarlo lo fa perché non sarà lui a rimanere schiacciato. Il vento è cambiato. Sono pochissimi ad arricchirsi devastando e tantissimi a subirne le conseguenze: questa è la vera contrapposizione», concludevano dando appuntamento al 24 per «cominciare a camminare insieme e ridare vita alla città. Insieme fermiamo la devastazione». Athamanta è un percorso nato a inizio anno in provincia intorno al tema delle Alpi Apuane; è nato, ripercorrono dal gruppo, dalla collaborazione di Casa Rossa Occupata e Friday for Future Carrara e con il tempo ha visto la partecipazione di altre realtà. Il nome richiama una specie endemica della flora apuana, il fiore Athamanta, che è «a rischio di estinzione a causa delle attività estrattive nelle Alpi Apuane e del cambiamento climatico». —

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