Il Tirreno

Al ponte di Albiano lavori “rimpallati” come al ping-pong

Gianluca Uberti
Al ponte di Albiano lavori “rimpallati” come al ping-pong

Il Tg satirico di “Striscia la notizia” davanti alle macerie ironizza sulle rampe autostradali che nessuno costruisce

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aulla

Il ponte che collegava Albiano Magra con località Bettola di Caprigliola, collassato nel fiume Magra alle 10 e 22 dell’8 aprile, è tornato alla ribalta nazionale sabato sera su Canale 5 grazie a “Striscia la notizia”, la famosa trasmissione televisiva satirica in onda dal 1988.

L’inviata Chiara Squaglia ha confezionato un servizio in cui a essere stato messo sul banco degli imputati è il rimpallo di responsabilità fra gli enti, che avrebbe impedito finora che partissero i lavori per le tanto agognate rampe autostradali sulla A15 ad Albiano, sostenute da ben 3mila firme raccolte dal comitato SalvAlbiano, rampe che potrebbero contribuire a togliere dal semi isolamento la più popolosa frazione aullese e finite nell’oblio da qualche settimana. C’è da aggiungere, per dovere di cronaca, che a impedire la realizzazione delle rampe sarebbe anche il fatto che queste dovrebbero passare proprio in aderenza al cimitero di Albiano, non rispettando la distanza minima di 50 metri che, a quanto pare, potrebbe essere derogata soltanto dal commissario straordinario per la ricostruzione del ponte e delle opere provvisorie a questo collegate, ovvero l’ex presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Ed è proprio dall’ironia di Chiara Squaglia, la quale, seduta in macchina, cerca invano la rampa per uscire ad Albiano dall’autostrada, che ha preso il via il servizio andato in onda sabato sera: «In attesa che facciano il nuovo ponte, la cosa non interessa perché, fortunatamente, stavolta non ci sono state vittime?» chiede e si chiede l’inviata di “Striscia la notizia”, che passa, poi, a porre qualche domanda al sindaco di Aulla, Roberto Valettini. «Avevate già segnalato la problematica del vecchio ponte ad Anas?». «La prima volta il 16 agosto 2018, due giorni dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, significando le preoccupazioni della collettività, soprattutto di Albiano, circa alcune oscillazioni ritenute anomale del ponte stesso» risponde Valettini. «E Anas cosa vi ha risposto?» incalza Squaglia. «Che il ponte in questione, già attenzionato e sorvegliato dal personale Anas, non presenta criticità tali da compromettere la sua funzionalità statica; sulla base di ciò non sono giustificati provvedimenti emergenziali per il viadotto stesso»: questa la risposta di Anas, come la riporta Valettini. «Quindi tutti tranquilli?» ironizza l’inviata. «Ciò nonostante io ho scritto – prosegue il primo cittadino aullese – un'ulteriore lettera; mi è stato risposto, dopo diversi mesi, che quanto avevano scritto era esaustivo». Chiara Squaglia, quindi, prosegue parlando delle rampe di collegamento all'autostrada: «Queste rampe le hanno fatte?”. “No, non le hanno fatte, perché la burocrazia italiana è vergognosamente lunga» replica Valettini.

Ad oggi, ancora nulla si è mosso ad Albiano e le macerie del vecchio ponte restano nel greto del fiume Magra. Quindi, Chiara Squaglia si reca a Firenze, presso la sede di Anas, per chiedere spiegazioni e si presenta dicendo di volere parlare con un responsabile di Anas Toscana: «Non c'è nessun responsabile, mi dispiace» la risposta che riceve all’ingresso. L’inviata, però, precisa che Anas ha inviato una nota a “Striscia la notizia” in cui dichiara che “per l'approvazione del progetto delle rampe di innesto alla A15, il Ministero delle infrastrutture attende il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, mentre la Regione Toscana comunica che la competenza è del Ministero dell'ambiente: pertanto, senza questi due pareri/autorizzazioni non si può definire la data dell’avvio dei lavori; il Ministero dell’ambiente, invece, ci risponde – prosegue Squaglia – che l'approvazione del progetto delle rampe non dipende da loro, ma dal commissario straordinario di governo, nonché presidente della Regione Toscana, mentre la Regione Toscana ci conferma che al suo presidente serve il parere del Ministero dell’ambiente e del Consiglio superiore dei lavori pubblici”.

Parole pronunciate mentre, in sovraimpressione sullo schermo, due racchette da ping pong si rimbalzano una pallina, con l’evidente intento di simboleggiare il vizio italico dello scaricabarile far gli enti. —

Gianluca Uberti

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