Il Tirreno

contro la violenza di genere 

Leggi, volontariato e istituzioni: insieme per le donne

Daniela Marzano
Leggi, volontariato e istituzioni: insieme per le donne

Corso di formazione on line  promosso dal Cif di Carrara Alessandra Conforti spiega  i reati che sono stati introdotti dalla nuova normativa

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MASSA

La nuova normativa in materia, il ruolo della comunicazione, la tragedia dei bambini che subiscono o assistono alla violenza. Questi alcuni dei temi del corso di formazione “Denunciare la violenza: istituzioni, volontariato e cittadinanza”, che si è svolto martedì on line, organizzato da Cif Carrara e Centro Antiviolenza “Donna chiama Donna” del Comune di Carrara, in collaborazione con il Centro Servizi Volontariato Toscana, accreditato a gli ordine degli avvocati e degli assistenti sociali. Tra i relatori, le assessore alle politiche sociali di Carrara (Anna Lucia Galleni, di Massa (Amelia Zanti) e di Montignoso (Giorgia Podestà) che hanno introdotto il seminario moderato dalla presidentessa del Cif Carrara Francesca Menconi. Gli aspetti giuridici sono stati affrontati da Luca Villa, presidente del tribunale per i minorenni di Genova, Alessandra Conforti, sostituta procuratore a Massa, il Commissario Ludovico Tuoni, il Capitano dei Carabinieri Cristiano Marella, Serenella Berti (comitato pari opportunità Ordine Avvocati Massa-Carrara) e Nella Pisani (Pronto soccorso Noa). Hanno partecipato, tra le altre, anche Marina Babboni (già dirigente Settore servizi per il lavoro di Massa-Carrara, Lucca e Pistoia) e la giornalista del Tirreno Ilaria Bonuccelli per la comunicazione Giornalistica. «Spesso le donne - ha spiegato Franesca Menconi - per disinformazione, stereotipi e pregiudizi sono restie a denunciare, serve una sinergia importante per sostenerle e dare loro una via di uscita che è sempre possibile». Il dottor Villa ha sottolineato l’impatto devastante della violenza sulla crescita di un bambino: «Non vedo grandi sostegni, soprattutto economici, per le vittime, andrebbero affinati gli strumenti di dialogo tra le autorità giudiziarie preposte».

Alessandra Conforti da tempo sostiene la necessità di fare rete: ha fornito informazioni sulla legge 69/2019, nota come "Codice Rosso", entrata in vigore il 9 agosto 2019: «È un provvedimento volto a rafforzare la tutela delle vittime dei reati di violenza domestica e di genere, inasprendone la repressione tramite interventi sul codice penale e di procedura penale. Vengono inseritinuovi delitti quello della deformazione del viso mediante lesioni permanenti, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, costrizione ed induzione al matrimonio, violazione dei provvedimenti di allontanamento e divieto di avvicinamento alla persone offesa. Si poteva fare meglio, ma è un buon binario da percorrere, dà importanza alla velocità di intervento». I rappresentanti delle forze dell’ordine hanno ricordato la «app chiamata Youpol che permette di mettersi in contatto con forze ordine in caso di pericolo. Occorre formazione: ci sono donne che denunciano poi ritrattano, a volte telefonano e quando arriviamo minimizzano». Dare loro un sostegno perché riescano a denunciare e proseguano nella scelta —

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