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Ai domiciliari, aggredì la ex Si decide sulla carcerazione

Libero Red Dolce
Ai domiciliari, aggredì la ex Si decide sulla carcerazione

Il tribunale di sorveglianza di Genova il 14 dovrà pronunciarsi sulla pena Tenerani, condannato per omicidio, era tornato a casa per motivi di salute

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carrara

È stata fissata al giorno 14 ottobre, mercoledì prossimo, l’udienza al tribunale di sorveglianza per Davide Tenerani, accusato di aver aggredito con un pugno la ex fidanzata in casa sua mentre era sottoposto al regime dei domiciliari. Il tribunale di Genova dovrà decidere se Tenerani, preso dopo l’aggressione, potrà continuare a scontare la pena per un altro reato - l’omicidio l’omicidio del 2011 di Jonathan Esposito a La Spezia - con la pena alternativa dei domiciliari o dovrà restare in carcere, dove si trova dopo l’aggressione alla ex.

È difficile che Tenerani, difeso dall’avvocato Enzo Frediani, abbia delle possibilità di ottenere nuovamente i domiciliari all’udienza del 14. Il magistrato unico ha revocato i domiciliari, ma la decisione spetta a Genova. Tenerani nei giorni successivi ha giustificato la sua azione dicendo che era stato un colpo di testa, dovuto alla gelosia, reagendo d’impulso. Una sorta di blackout che lo avrebbe fatto scattare.

Tenerani, che è tornato in carcere, non è evaso come era stato inizialmente ricostruito. In realtà si trovava fuori casa legittimamente, avendo la possibilità di uscire nelle ore in cui effettivamente ha deciso di andare a casa della ragazza. Per via di un problema di salute, il tribunale di sorveglianza aveva deciso di rimandare Tenerani a casa.

Le condizioni di salute dell’uomo non erano compatibili con la detenzione.Il tribunale di sorveglianza di Genova decide dunque di rimandarlo a casa. Detenzione domiciliare. Tenerani deve essere a casa sua a determinati orari, però ha delle frazioni della giornata durante le quali può uscire. Ed è durante una di questa che è andato a casa della sua ex ragazza.

Una questione di gelosia ricostruiscono gli investigatori, niente comunque che giustifichi il seguito.

Perché dal racconto della ex, e soprattutto dai segni sul suo viso, si capisce che non è stata una discussione. Ma violenza. Lei ha spiegato di avere ricevuto delle minacce di morte e alla fine, al culmine dell’aggressione verbale, un pugno in faccia. Ed ecco perché Tenerani è tornatoin carcere.

Avere picchiato la ragazza procurandole otto giorni di prognosi è un comportamento inappropriato (e qui siamo negli eufemismi del linguaggio giuridico) che gli è costata la rimozione della misura. E il ritorno in carcere. —

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