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Calciatori minorenni stranieri, in 4 dal giudice

T.I.
Calciatori minorenni stranieri, in 4 dal giudice

Luigi Micheli, Claudio Vinazzani, Renzo Gobbo e Roberto Sannino accusati di aver procurato illegalmente l’ingresso in Italia dei giocatori

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LA SPEZIA

La frenata ha un motivo tecnico-giuridico: il giudice Fabrizio Garofalo, chiamato a condurre l’udienza preliminare, s’è dovuto dichiarare «incompatibile» perché più di un anno fa firmò la revoca della misura cautelare emessa nei confronti di uno degli indagati. Così l’inchiesta sul giro di calciatori adolescenti fatti arrivare dalla Nigeria dagli ex vertici societari dello Spezia Calcio - secondo la Procura violando le norme sull’immigrazione - slitta. Si riparte a novembre, davanti a un nuovo giudice, il magistrato Marinella Acerbi. Il caso era deflagrato nel febbraio 2019 quando scattarono perquisizioni e provvedimenti interdittivi. In un primo momento erano 15 i nomi scritti sul registro degli indagati - c’erano anche il patron Gabriele Volpi e il manager Gianpiero Fiorani - ma la maggior parte è stata archiviata.

QUATTRO IMPUTATII

Martedì avrebbe dovuto essere presa una decisione sulla richiesta di processo formulata nei confronti delle quattro posizioni rimaste aperte: l’allora amministratore delegato Luigi Micheli (oggi al Brescia), di Carrara; il talent scout del settore giovanile (dal 2013 al 2018) Claudio Vinazzani, di Carrara; l’allenatore dell’accademia nigeriana di Abuja Renzo Gobbo (ex allenatore della Carrarese) e il tutore italiano dei baby atleti Roberto Sannino. A loro il procuratore capo Antonio Patrono contesta di aver «procurato illegalmente l’ingresso nel territorio nazionale di calciatori minorenni di nazionalità nigeriana». Secondo gli investigatori, il «sistema Spezia» funzionava benissimo. Dal 2013 a al 2017 avrebbe permesso di far arrivare - dall’accademia nigeriana di Abuja, aperta da Volpi - tredici talenti. I calciatori sareb-bero entrati in Italia per partecipare a eventi sportivi, come il torneo di Viareggio, ma poi venivano fatti passare «come minori non accompagnati» in modo da ottenere il permesso di soggiorno. Cominciò tutto con l’approdo di Umar Sadiq e Abdellahi Nura, parcheggiati prima alla Lavagnese, poi tesserati dallo Spezia una volta maggiorenni e infine venduti alla Roma per 5 milioni di euro. Nel 2014 arrivarono tre giovani promesse, una di queste era David Okereke che, dopo la trafila nelle aquile, è approdato al Brugge, club belga col quale quest’anno ha disputato la Champions League.

L’INTERROGATORIO

Durante un interrogatorio l’allora ad Micheli (difeso dagli avvocati Andrea Corradino e Barbara Amadei) si difese dichiarando che «dopo aver partecipato al torneo di Viareggio, alcuni calciatori minorenni rimanevano sì in Italia, ma con il consenso dei genitori». Micheli lesse una memoria davanti al giudice: «Ho cominciato a lavorare nello Spezia calcio nel 2011, ma nel giugno 2013 il rapporto con il club di Volpi si è interrotto momentaneamente, peraltro ben prima che venisse rilasciato dall’ambasciata italiana il primo visto, per l’ingresso in Italia di ragazzi minorenni». Micheli spiegò anche come veniva finanziata l’accademia in Nigeria. «La società Intels Nigeria Ltd, che si occupa di logistica petrolifera, ha sostenuto per alcuni anni, per spirito sociale, il collegio di Abuja. I ragazzi, figli di famiglie povere, avevano la possibilità di studiare e giocare a calcio. Ai più bravi poi veniva data la possibilità di mostrarsi in Europa. Chi si fermava in Italia, oltre il tempo indicato nel visto, lo faceva sempre con il consenso dei genitori».
 

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