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lutto 

Addio a 48 anni a Stefano Pratici Se ne va il gigante buono di Mulazzo

Addio a 48 anni a Stefano Pratici Se ne va il gigante buono di Mulazzo

Ondata di commozione per la scomparsa del boscaiolo Il sindaco Novoa: «Ti ricorderemo per la grande umanità»

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MULAZZO

La comunità di Mulazzo è stata colpita da un lutto improvviso, gettandola nel più profondo cordoglio. La scomparsa di Stefano Pratici, conosciuto in vulgata come Stefanon, boscaiolo 48enne di Mulazzo, sopraggiunta improvvisamente a causa di una crisi cardiaca, ha generato un forte senso di cordoglio verso i parenti dell’uomo prematuramente scomparso ieri.

Molto amato e conosciuto nella comunità mulazzese, negli anni ’80 fece parte della prima rosa della squadra amatoriale del Rugby Lunigiana, una storia iniziata proprio in quel decennio che ancora oggi accompagna giovani e meno giovani alla scoperta di questo meraviglioso sport. Una sorta di figura mitica per tanti che hanno iniziato a giocare con la palla ovale in Lunigana.

Per diversi anni ha inoltre prestato servizio come volontario della Misericordia, dimostrando la sua grande abnegazione e la sua volontà di aiutare gli altri.

Il suo profilo, nella giornata di ieri, è stato preso d’assalto da manifestazione d’affetto da parte di tanti suoi concittadini che hanno voluto dedicargli un ultimo pensiero, testimoniando la profondità degli affetti che era riuscito a creare durante la sua vita.

“Un gigante buono” così lo chiamano in tanti, umile e generoso. Ed è questo il ricordo che Pratici ha lasciato a tutti quelli che ha incontrato. E che ora lo salutano per l’ultima volta.

E allo stesso modo lo chiama anche Claudio Novoa, primo cittadino di Mulazzo, il quale ha voluto dedicare un post molto toccante per ricordare la sua figura: «La notizia della morte di Stefanone, come lo chiamavamo affettuosamente, ci ha lasciato tutti nello sconforto. Se ne va un gigante buono, amico di tutti, che aveva sempre il sorriso disponibile, anche quando probabilmente di sorridere ne aveva poca voglia. Ti ricorderemo per la tua grande umanità e per i tanti bei ricordi che ci hai regalato avendo avuto la fortuna di incontrarti. Mi auguro che oggi coloro hanno goduto della tua amicizia e disponibilità, provvedano a ricordare il tuo impegno, la fatica e sofferenza del tuo lavoro tentando di restituirti quanto ti dovevano. Un abbraccio ai tuoi cari, affinché possano avere sollievo dalle nostre preghiere. Caro Stefanone buon viaggio».

E ci sono anche pensieri che ricordano la sua presenza costante nella vita della comunità lunigianese. Così per esempio lo ricorda Paolo Sordi: «Ciao mio campione. Campione amico e lavoratore soprattutto. Un lavoratore che aiutava chi aveva bisogno di soccorso come volontario del pubblico soccorso. Abbiamo vinto insieme due palii della rosa ad Aulla. Ti ho nel mio cuore. Quando sei in paradiso tira forte la fune come sai: il tuo capitano di contrada». —

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