Il Tirreno

lettera al ministro azzolina 

«Siamo più di 200 precari chiediamo stabilizzazione ma non ci danno voce»

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«Siamo più di 200 precari chiediamo stabilizzazione ma non ci danno voce»

Gli insegnanti non hanno ancora ottenuto le classi  entreranno a scuola ad ottobre inoltrato e dovranno preparare il concorso. Rischiando il contagio

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Continua la battaglia nazionale dei docenti precari, ad oggi ancora non in condizione di lavorare, con supplenze non assegnate, ingressi in classe ad ottobre inoltrato, concorsi alle porte e stress per il sistema scuola ai tempi del Covid. Anche il gruppo di docenti precari della Provincia apuana ha firmato la lettera che da tutti i territori italiani è partita verso palazzo Chigi. «Siamo i precari della Scuola di Massa Carrara- scrivono- siamo più di 200, non abbiamo riferimenti partitici o sindacali, ci siamo uniti con lo scopo di tenere alta l'attenzione di ogni cittadino sul mondo della scuola e soprattutto di essere visibili e di far sentire la voce di una componente spesso inascoltata, quella dei precari appunto. Ieri- continua la lettera- la notizia della data del concorso straordinario per i docenti con almeno 36 mesi di servizio ci ha letteralmente sconvolto per tanti ovvi motivi. Ad oggi molte supplenze non sono state ancora assegnate e la stragrande maggioranza di noi arriverà in cattedra a ottobre inoltrato per assentarsi nuovamente per il concorso».

E si chiedono quale sarà il loro destino in caso di contagio Covid: «Nella non tanto remota possibilità che alla data del concorso si sia impossibilitati dallo svolgere il concorso, perché in quarantena o ancor peggio contagiati, quale è la soluzione proposta affinché noi precari, in attesa da almeno trentasei mesi di una azione da parte del Ministero che permetta la nostra entrata ufficiale nel mondo della scuola, non si rimanga di nuovo fermi un giro? Ci auguriamo che riserva un attimo del suo tempo per rispondere a questi due interrogativi, riflettendo sul futuro nostro e della nostra società. Solo per completezza- concludono i precari a margine della lettera- il nostro gruppo crede che i docenti con almeno 36 mesi di servizio abbiano abbondantemente dimostrato la loro predisposizione all'insegnamento, spesso dovendo subire condizioni di lavoro estreme. Volere nuovamente metterli alla prova lo riteniamo umiliante. Sarebbe invece un percorso sensato di stabilizzazione del personale docente con contratto precario molto semplice e in questo momento storico opportuno». —





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