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Senza docenti e materiale, il grido d’aiuto dell’alberghiero

Senza docenti e materiale, il grido d’aiuto dell’alberghiero

Convitto non apribile, niente cattedre ai supplenti, e prof a tappare tutti i buchi La professoressa Panzanelli: «Senza le firme di un dirigente si blocca tutto»

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Si naviga a vista all'istituto alberghiero Giuseppe Minuto di Marina di Massa da quando il professor Matteo Raponi ha rassegnato le sue dimissioni dal ruolo di dirigente scolastico: senza una programmazione a lungo termine dell'organizzazione delle classi e senza la possibilità di acquistare il materiale didattico per fare lezione.

L'elenco delle cose che ancora mancano per garantire la piena attività didattica è purtroppo lungo. Non è possibile assicurare l'apertura del tanto sospirato Convitto, dato che comporterebbe l'acquisto del vitto per gli iscritti. E non è possibile nemmeno procedere all'assegnazione delle cattedre dei supplenti; docenti fondamentali per sostituire gli insegnanti costretti ad un eventuale quarantena cautelare per via del Covid.

Al momento senza un dirigente tutto appare bloccato. E l'organizzazione della scuola è affidata ad un opera di vero e proprio volontariato da parte dei docenti storici dell'istituto.

Docenti come la professoressa Giovanna Ponzanelli, da 25 anni professoressa all'alberghiero, organizzatrice - al momento - degli orari e del coordinamento delle classi. «Siamo in attesa di sapere chi assumerà il ruolo di dirigente – spiega la docente – ma sappiamo già che a ricoprirlo non sarà una figura ad hoc».

Nelle settimane passate, infatti, docenti, genitori e studenti, avevano scritto al Ministero dell'istruzione per portare all'attenzione del Governo le problematiche vissute all'interno della scuola. Problematiche che per essere risolte richiederebbero una figura con un impegno "a tempo pieno". «Sappiamo che è stato aperto un avviso per ricoprire la carica di dirigente – racconta la professoressa - ma il sistema di assegnazione prevede che lo stesso possa scegliere tra tutti gli istituti dell'intero territorio toscano. Questo significa che le due cariche richieste nell'avviso potrebbero andare a ricoprire altre cattedre. Solo - aggiunge la docente - se a livello centrale si decidesse di fornire tanti posti di lavoro quanti sono i dirigenti mancanti si potrebbe ottenere una figura ad hoc per questa scuola. Ma non essendoci questa possibilità all'orizzonte, restiamo scoperti». In assenza di questo orizzonte la risposta ai problemi delle scuole apuane si chiama "dirigente in reggenza", cioè un docente chiamato a gestire più scuole contemporaneamente. Una modalità comune a 10 istituti scolastici su 32 che sono presenti sul territorio.

E di questi, 3 sono quelli che attualmente non hanno una figura di riferimento: «Con la legge sui dirigenti scolastici loro hanno potere su tutto nel senso pratico del termine. Se mancano la scuola si blocca perché per ogni atto serve la loro firma. Per esempio noi non possiamo nominare i supplenti, non possiamo ordinare materiale didattico, non possiamo aprire il Convitto perché non potremmo comprare nemmeno il vitto. Ora che in qualche modo, grazie anche al sostegno della Provincia, siamo riusciti a riorganizzare gli spazi in cui fare lezione, ci manca la possibilità di farle veramente». Certo di difficoltà la scuola ne ha vissute tante. E in 25 anni di insegnamento la professoressa può raccontarne diverse. Anche se resta il rammarico di vedere un'eccellenza faticare per riprendere il normale svolgimento delle lezioni: «La scuola in generale è stata burocratizzata - commenta la docente - è stata caricata di responsabilità che nessun altro voleva. E ora ne stiamo pagando lo scotto».
 

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