Il presidio
La scampanata della discordia: Mazzoni e Bellesi litigano ancora
Il sindaco: ci hanno insultato in campagna elettorale e ora si indignano per una festa E non si sono neanche congratulati con me
VILLAFRANCA
La tregua armata del dopo elezioni si è già definitivamente conclusa. Dopo le dichiarazioni di Fabrizio Mazzoni sull’inopportunità della scampanata avvenuta nel giorno della ri-elezione di Filippo Bellesi, è arrivata la risposta dell’amministrazione, in blocco, all’attacco del candidato Dem: «Non accettiamo lezioncine da Fabrizio Mazzoni, che non si è neppure presentato al seggio per stringere la mano al nostro sindaco a spoglio concluso, denotando una grave mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni. – si legge nel comunicato - Un comportamento che ben descrive il personaggio, che non ha ancora preso le distanze da chi durante i suoi comizi insultava i nostri candidati. Parla di "inopportunità" di uno scampanio a festa, ma di comportamenti inopportuni di simpatizzanti della sua lista ce ne sono stati diversi in campagna elettorale: come disse qualcuno, un bel tacer non fu mai scritto”». Invece di polemizzare per una scampanata, è l’attacco finale, «Mazzoni farebbe bene a preoccuparsi del suo partito, ormai ridotto all'irrilevanza».
Le accuse della maggioranza trovano ancora una volta la risposta di Mazzoni: «Per quel che riguarda la scampanata per la vittoria della lista Villafranca libera, visto anche che, eccetto il parroco don Giovanni Barbieri, che ringrazio per l'immediato chiarimento, nessuno si è premurato di prendere le distanze dal gesto, evidentemente è stata una cosa giusta quindi mi sono sbagliato e chiedo scusa. In merito invece alle congratulazioni al sindaco, il 22 alle ore 9.52 ha inviato un messaggio al riconfermato primo cittadino, nel quale mi complimentavo per la grande vittoria, promettevo opposizione seria e leale e auguravo buon lavoro per il bene della comunità, ma evidentemente non è stato ritenuto sufficiente Per il punto che riguarda invece gli insulti , i nostri avversari, dicevano che noi volevamo strumentalizzare i morti (compresa la mamma del sindaco), per ottenere consenso elettorale. Da qui è partita da parte di alcuni componenti di Villafranca libera, una campagna fatta di fango, insulti, attacchi personali e quant'altro, a cui noi non abbiamo mai risposto. Solo alla manifestazione di chiusura a Filetto, una esponente della nostra lista è andata sopra le righe per poco più di un minuto, specificando chiaramente che parlava solo a titolo personale». —
cristiano borghini
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