Il presidio
«Non solo mascherine, aiuti al tessile apuano»
Massa
«Settore moda e lusso, in Toscana dobbiamo puntare su innovazione e formazione per uscire dalla crisi che non risparmia neanche il tessile, uno dei comparti che pure nella nostra regione è stato a lungo trainante e ancora rappresenta un’eccellenza. Il trend delle richieste di cassa integrazione non vede un arresto e la situazione attuale mette a forte rischio l’avvenire delle tante piccole e medie aziende che formano la filiera del made in Italy». A parlare è il segretario della Uiltec Toscana Nord, Massimo Graziani: «Le imprese non possono e non devono essere lasciate sole altrimenti - aggiunge - ci troveremo di nuovo a piangere per altri posti di lavoro svaniti nel nulla. Pensiamo oggi a quanto accaduto alla Sartoria Sarzana che solo l’anno scorso ha chiuso per sempre e lasciato a casa 22 lavoratrici, tutte con altissima professionalità. Durante la pandemia c’è chi ha provato a convertire in tutto o in parte la produzione ma le aziende del tessile non possono vivere facendo solo mascherine» – prosegue il segretario Uiltec. L’invito è a valorizzare le eccellenze:«Pensiamo alla Sartoria Carrara, specializzata nel su misura, che a ottobre dell’anno scorso aveva inaugurato una nuova sede in via Martiri di Cefalonia, un nuovo corso produttivi impiegando oltre 40 dipendenti. L’azienda vive del mercato internazionale grazie alla collaborazione con il socio Patrick Johnson, ma ci sono tante altre realtà di eccellenza nel tessile apuano che stanno vivendo più o meno la stessa situazione e non possono essere lasciate sole». La Uiltec garantisce il proprio impegno a fianco dei lavoratori e chiede un piano regionale più ampio che aiuti le aziende a superare la crisi e a modificare i propri assetti in un'ottica di impresa moderna e innovativa. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google