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«I balneari vogliono aiuti? Allora si rendano trasparenti»

«I balneari vogliono aiuti? Allora si rendano trasparenti»

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«I cambiamenti climatici rendono sempre più frequenti eventi atmosferici che colpiscono la vita delle persone e anche delle attività di impresa. L’ultima in ordine di tempo ha devastato le attività balneari della nostra costa che sono costruite su un bene comune come la spiaggia pubblica».

Inizia così Massa città in comune: «Immediatamente i vari rappresentanti delle associazioni balneari chiedono un intervento pubblico strutturale sul ripascimento stagionale. Non siamo contrari pregiudizialmente, anche perché il nostro ex consigliere regionale Tommaso Fattori è stato per cinque anni sostenitore della tecnica di ripascimento ecologico della Decomar di Massa, però è tempo che i balneari in cambio di sostegno pubblico su un bene comune rendano trasparente la loro attività fatta su un bene di proprietà di tutti i cittadini»

E ancora: «In vista del Piano dell’Arenile sono disposti a sottoscrivere alcune nostre semplici proposte per le concessioni balneari? La prima è che essendo loro un’attività di impresa su un'area demaniale debbano esercitarla unicamente con società di capitali con sede fiscale e legale in Italia con soci persone fisiche. La seconda è che sia vietata la sub concessione delle attività non balneari, per esempio il bar, mantenendola direttamente in capo alla società di capitali concessionaria. La terza è il necessario aumento delle spiagge libere che oggi sono troppo poche in metratura e in percentuale su quelle di fatto date in concessione. Chiedere l’intervento pubblico su un bene comune, quando nessun cittadino può ragionevolmente avere accesso ai dati di bilancio di chi lo pretende, ci sembra una contraddizione che debba essere ormai superata. Non possono più esistere zone d’ombra». —

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