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«Abbiamo imparato la lezione Basta divisioni, il Pd starà unito»
Roberto Pucci: giunta Persiani senza progetti. Noi riconquisteremo la città Su Bugliani: candidato non divisivo, ha lavorato bene. Ora parli anche alle imprese
MASsa
Lui, tre volte sindaco, le divisioni interne alla sinistra le conosce benissimo. Le ha vissute da protagonista. Quando nel 2008 ha sfidato - e vinto- Fabrizio Neri, quando i suoi, gli arancioni, hanno dato filo da torcere ad Alessandro Volpi fino agli ultimi giorni di consiliatura. Opposizione dall’interno. Insomma, le epoche in cui per il centro sinistra le cose andavano così bene da cercarselo in casa l’avversario, Roberto Pucci le ha vissute in prima persona.
Adesso però lo scenario politico è ben diverso, il centrodestra ha dimostrato di essere alternativa di governo, si è preso Massa e alle regionali ha garantito, in Provincia, la maggioranza alla candidata leghista Susanna Ceccardi. Il centro sinistra, o almeno il Pd, serra i ranghi, scorda i rancori - o ci prova- e si muove compatto. Lunedì sera, nella sede del Pd in via Cavour a Massa, ad applaudire Giacomo Bugliani, riconfermato in consiglio regionale con 11.625 preferenze, ci sono tutti. Anche quelli che se le sono date di santa ragione.
Pucci, che è successo? Siete diventati tutti amici per la pelle?
«Le esperienze degli ultimi anni ci hanno insegnato che, muoversi divisi, soprattutto se non hai personale politico adeguato, significa consegnare il governo delle città alla destra».
Anche perché adesso, rispetto al passato, la destra c’e eccome. ..
«Alle elezioni comunali del 2018, i timori del Pd, di fronte a quanto accaduto a Carrara l’anno prima, erano per i 5 Stelle. Io già allora sostenevo che il rischio fosse piuttosto l’avanzata della destra. E i fatti mi hanno dato ragione».
Il centrodestra ha conquistato Massa nel 2018 e anche a queste regionali ha portato a casa il risultato: la Ceccardi in provincia ha superato Giani.
«È vero, ma il centrodestra qui amministra. E il governo della città - è storicamente provato - fa da traino. Non dimentichiamo, poi, che era diffusa l’idea di una vittoria della destra. Se è vero che la Ceccardi ha vinto, è altrettanto vero che a Massa lo ha fatto per meno di 300 voti. Una differenza minima che può essere “risucchiata”. Tra due o tre anni, con questa amministrazione priva di idee che, al di là della singola azione del singolo assessore, non ha progettualità, il centrodestra scenderà sotto il 30% dei consensi».
Lei dice che il centrosinistra può riconquistare le città, se unito. Cosa l’ha ricompattato? Ha fatto bene l’alternanza?
«Indubbiamente a fare da collante è stata la paura dell’avanzata della destra. Se non hai avversari, li crei al tuo interno. Quando pendi di essere vincente, come è accaduto con Neri o Rigoni, beh non dai più risposte e allora accade quello che è accaduto (con spaccature nette e a lungo non sanabili nel centro sinistra ndr). È una lezione che abbiamo imparato bene».
E Giacomo Bugliani che ruolo ha avuto?
«Beh, Bugliani è un candidato non divisivo e io credo abbia fatto davvero un buon lavoro in settori e contesti diversi. L’unico in cui credo ancora non sia il primo interlocutore è il mondo delle imprese. Adesso la cosa importante per questo territorio è avere un peso nella geografia politica regionale, contare su interlocutori a Firenze».
Lei - come l’intero Pd - ribadisce che l’obbiettivo è riprendersi le città. In questo percorso, qual è il prossimo step? Avere il nome giusto da proporre come candidato alle prossime comunali a Massa?
«Direi che per il nome del candidato c’è ancora tempo. Certo è che quel candidato dovrà avere la capacità di tenere insieme, questo è indubbio. Ma non è solo una questione di persone e candidature, si tratta di tracciare percorsi, di avere una idea di città, di proporre un progetto e di evidenziare l’assenza, invece, di qualsiasi progettualità nell’attuale amministrazione di centrodestra che governa il comune di Massa».
Pucci, lei sembra parecchio ottimista ....
«Sì, lo sono. Voglio vedere Massa che torna nella mani del centrosinistra, non voglio mica morire in una città leghista. Al prossimo giro (e si riferisce alle comunali del 2023 ndr) ce la possiamo fare, ma il centro sinistra deve dimostrare di avere i meriti per governare la città e deve farlo mettendo in campo le sue forze migliori». —
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