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Il Sicomoro, quando il prodotto tipico diventa una filosofia
FIVIZZANO
Uno dei partner del gioco del Tirreno gli “Artisti della bellezza” è stato l’albergo ristorante “Il Sicomoro”, a Fivizzano. Aperta nel 1994 da Maria Cristina Mannoni, chef e figlia d’arte (i suoi genitori gestivano una locanda a Equi Terme e i nonni avevano una attività di ristorazione in Argentina), la struttura è nelle vicinanze del complesso delle piscine Alboino e conta 16 posti letto e 140 posti a sedere, con piscina riservata, giardino e veranda interna. Il marito, Roberto Galassi, è vicepresidente del Cna provinciale e come tale è molto contento di appoggiare iniziative che sostengano gli artigiani, anche se è nel settore edile da più di 40 anni e si occupa di ristrutturazioni: «Sono orgoglioso della Lunigiana e di come sia stata “riscoperta” in seguito all’emergenza. Per certi versi quest’estate è andata meglio delle altre in termini di visitatori: la Lunigiana è stata riscoperta nelle sue peculiarità eno-gastronomiche, i suoi percorsi di trekking, le pievi, i casolari e le sue tradizioni. Abbiamo avuto molti turisti stranieri venuti da Francia e Germania ma anche persone mai venute qui prima, dalla Sardegna o dall’Umbria, in cerca di tranquillità. Giovani, famiglie e anziani. D’altronde noi siamo in grado di offrire pacchetti variegati che comprendono anche le Cinque Terre, le Grotte di Equi, mare e montagna a poca distanza. La riapertura post-Covid è stata più psicologica che organizzativa, in quanto non è stato difficile predisporre il distanziamento, la sanificazione e la cartellonistica. Da metà luglio al 10 settembre abbiamo avuto il sold out e il calo di fatturato per i ritardi forzati sulla riapertura ammonta a circa il 20%. L’amministrazione è venuta incontro alla categoria con voucher per offrire sconti a chi pernottava per più giorni». Roberto e Cristina gestiscono il locale con una filosofia ferrea su origine e qualità dei prodotti offerti: «I gamberoni devono essere serviti al mare. Qui seguiamo la stagionalità e la produzione locale. Ora sta iniziando la stagione dei funghi che già si presenta ricca, poi arriverà il periodo delle castagne. Il miele, la carne, i formaggi e l’olio sono sempre della nostra zona. La carta dei vini presenta etichette delle cantine locali: è il modo migliore per promuovere il territorio. Poi funziona il web, i siti di booking, promozione turistica e i social». —
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