Il Tirreno

Bugliani: «Pronto a fare l’assessore Ci meritiamo un posto in Regione»

Chiara Sillicani
Bugliani: «Pronto a fare l’assessore Ci meritiamo un posto in Regione»

E sugli obiettivi: sanità, difesa suolo e bonifiche. Il Pd: ora siamo un partito unito. E dobbiamo riprenderci le città

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MASSA

I jeans, le scarpe da tennis. E la camicia di lino stropicciata da una giornata di corse e di caldo. Giacomo Bugliani non ha la compostezza che lo contraddistingue. Ha però, ieri sera, il piglio di chi sa di avere in mano una carta vincente. Recordman di preferenze alle comunali del 2013, ha portato a casa oltre 12.600 voti alle regionali del 2015 e dopo 5 anni è ancora il nome su cui il Pd punta tutto. È Bugliani l’uomo che rappresenterà Massa Carrara a Firenze (alle 23 di ieri sera, con 229 sezioni scrutinate su 261 ha 7.124 preferenze). È il volto che ha garantito unità ad un centro sinistra spaccato dagli anni della sfida Neri- Pucci. Quella unità ritrovata Bugliani e l’intero Pd contano di farla pesare in Regione quando si tratterà di dare a Massa-Carrara «un ruolo politico, che non ha da 20 anni». Tradotto: un posto in giunta, un assessorato. Giacomo Bugliani non ci gira intorno: «Credo, alla mia età, di avere gli stimoli giusti per dare qualcosa a questo territorio che non può essere lasciato fuori dal governo della Regione». Un assessorato, quindi, per rivendicare - parafrasando Bugliani e l’intero Pd - un ruolo che sottragga la provincia apuana da quella dimensione periferica in cui spesso si sente o si trova, che la ricollochi negli equilibri e nei pesi e contrappesi regionali. Insomma, tornare a contare. Con un assessorato regionale a Giacomo Bugliani.

Un assessorato che diventerebbe - nella lettura del partito democratico - «un presupposto importante per la riconquista delle città». Perché quello - e lo dicono a chiare lettere il segretario comunale Norberto Riccardi, quello provinciale Enzo Manenti e l’onorevole Martina Nardi - è l’obiettivo: «Nel 2018 - la Nardi è diretta - abbiamo perso Massa, oggi il dato elettorale ci dice che siamo pronti a riprendere le città, abbiamo titolo a sfidare i sindaci». Il Pd punta dritto a Carrara e a Massa e lo fa evidenziando una crescita numerica: dal 21,29% in provincia alle politiche del 2018, al 13,58% alla comunali del 2017 a Carrara con un 16,71% in quel di Massa nel 2018, passa ora ad un 28,5% (dato aggiornato alle 22.30 di ieri sera).

Una crescita che i democratici considerano il premio dell’elettorato per la ritrovata unità del partito. Unità dei volti: ieri sera, l’analisi del voto - e questo è il primo segnale - non si fa al comitato di Bugliani, si fa nella sede del partito. A dire che il Pd ha una “casa” e lì tutti si ritrovano. Da Stefano Alberti, a Roberto Pucci, da Elena Mosti a Gabriele Carioli. Anche quelli che, fino alle amministrative del 2018, sono stati su fronti diversi, talvolta contrapposti, ora “giocano” nella stessa metà di campo. Correnti e divisioni ci sono, ma il partito serra i ranghi e quella unità - ritiene- lo premia tanto da poterla far valere sul tavolo della trattativa regionale.

Se a Massa è la Ceccardi a fare la parte della leonessa (alle 22 e 30 la leghista è in vantaggio per 450 voti), per Giacomo Bugliani il 28,5% del Pd «è un risultato straordinario, la riprova che Massa-Carrara si è avvicinata - spiega - ad un movimento virtuoso. Ringrazio i massesi, mi hanno accordato la loro fiducia. Un grande affetto mi lega a questa comunità che tanto apprezzo».

L’affetto e i progetti perché se Giacomo Bugliani sarà assessore - ma promette di accogliere le sfide anche da consigliere - la lista di priorità ce l’ha: «I percorsi per la sanità, dai 26 milioni per i lavori all’Opa, alle ristrutturazioni degli ospedali lunigianesi, dal distretto massese a quello avenzino, ai lavori al monoblocco. Poi c’è la difesa suolo, la lotta all’erosione, la riqualificazione del tratto tra il Frigido e il Lavello con 30 milioni già stanziati. E la bonifica della falda». Opere, infrastrutture e «da domani la continua ricostruzione per riconquistare le città». Una conquista che non può non tener conto di un Pd che cresce, ma pure di un centrodestra che qui ha portato la Ceccardi a insidiare Giani. Vera battaglia e non più interna come è stato per decenni. Ma tra veri oppositori politici. —

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