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Anpi ricorda Aldo Salvetti trucidato dai nazifascisti
MASSA.
Cerimonia in ricordo di Aldo Salvetti, “l’eroe purissimo” che di fronte alle torture nazifasciste non rivelò i nomi dei suoi compagni. Ieri mattina antifasciste e antifascisti si sono riuniti al cippo che si trova dopo il ponte di via Trieste, lato Carrara, per ricordare la figura del giovane partigiano ucciso il 19 settembre del 1944. Allora Salvetti era un carpentiere di soli 19 anni deciso a rifiutare l'arruolamento con i fascisti locali. Per questo fu costretto a scappare in montagna e ad unirsi al movimento resistenziale della Lunigiana. Catturato dai nemici a Castagnola durante un'operazione, fu trucidato e trascinato per le vie della città di Massa. Città che oggi ricorda la sua figura in due spazi pubblici: una strada a Mirteto che porta il suo nome e un istituto professionale intitolato alla sua memoria. Ieri il presidente della sezione locale dell'Anpi, Oliviero Bigini, ha chiesto ai presenti un paio di minuti di silenzio per ricostruire con la mente gli ultimi giorni di vita del partigiano, al quale è stata conferita una medaglia d'oro al valore militare: «Siamo qua per rammentare a quelli che ci seguiranno e che verranno qui per storicizzare - ha detto Olivero Bigini - che questo non è un fatto, ma la tessera di un mosaico. Questi partigiani, queste partigiane, sono riusciti a concorrere per la costruzione della Costituzione. E noi siamo qua oggi per rinnovarne il ricordo». Ad indossare la medaglia al valore ad Aldo Salvetti oggi è Aldo Tamagna, suo nipote. Insieme al giornalista Giancarlo Bertuccelli ogni anno insieme all'Anpi si incontrano per ripulire il cippo, portarvi fiori e riaffermare i valori che hanno alimentato il movimento di liberazione dal nazifascismo. Assenti alla breve cerimonia organizzata dall'Anpi i rappresentanti delle istituzioni locali che hanno delegato alcuni agenti della Polizia Municipale per il trasporto dei labari del Comune di Massa e della Provincia. Presente, invece, l'ex presidente del consiglio comunale di Massa, Domenico Ceccotti, che proprio in via Aldo Salvetti è cresciuto: «Spero che, come richiesto anche dall'Anpi - ha detto Ceccotti - il Comune si ricordi di sistemare il marciapiede su cui poggia il cippo dedicato a Salvetti, e che oggi appare in condizioni poco sicure. Aggiungo: non ci si può dimenticare di chi ha contribuito a donarci, con il suo sacrificio, la Costituzione». — Camilla Palagi
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