Il presidio
Un accesso chiuso, uno a metà servizio e cortile inagibile. Dura vita alla Saffi
Ma dirigente scolastica e assessore escludono il container. Forse a breve la riapertura dell’entrata da piazza D’Armi
CARRARA. Una rassicurazione - e per mamme e papà non è poco - arriva: niente aule container alla primaria Saffi. Parola di Andrea Raggi, assessore con delega ai lavori pubblici e di Simona Tanci, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo “Carrara e Paesi a Monte”. I container non arriveranno perché non sono stati né finanziati, nè proposti: quando a luglio il Comune ha chiesto alle scuole di mettere nero su bianco necessità e richieste conseguenti, la Saffi di container per aule esterne non ne ha domandati. Non lo ha fatto la precedente dirigente, non l’ha fatto la attuale, entrata in servizio da poco. Niente container, quindi, ma parecchie difficoltà, quelle sì. Dagli accessi inibiti, all’assenza di un’area esterna in cui godersi qualche minuto di sole e aria.
Del resto che di problemi l’edificio ottocentesco che ospita la Saffi ne abbia diversi è emerso con evidenza già nel giugno del 2016 quando è ceduto un montante nel sottopasso per l’accesso alla scuola: una delle due ante del cancello è caduta ferendo, fortunatamente in modo non grave, due bambini. Adesso i problemi, in piena emergenza sanitaria, riemergono tutti: la scuola non può contare sui tre accessi - che snellirebbero ingressi e uscite - né i bambini possono godersi qualche minuto all’aria aperta. Nell’edificio a “quadrilatero” un cortile interno c’è eccome, peccato però che, ormai da anni, sia completamente inagibile e, anche in questi giorni di caldo e mascherine, ai piccoli studenti tocca restare sempre in classe.
L’ingresso il mattino (con riproposizione del problema all’uscita) non è semplice: l’accesso dal sottopasso in piazza D’Armi è inibito e pure da via Chiesa è un bel problema. Ci sono i lavori in corso: il passaggio è ridotto proprio per la presenza dell’area di cantiere e da via Chiesa non possono transitare, nonostante gli orari scaglionati, più di tre classi. Altre cinque, invece, entrano ed escono dalla laterale via Solferino. E lì, nonostante gli scaglioni - garantiscono i genitori degli alunni - il disagio c’è tutto perché c’è chi arriva qualche minuto prima, chi arriva un po’ più tardi. Poi ci sono i bambini della vicina scuola di infanzia. E, nonostante via Solferino non sia un’arteria trafficatissima, non mancano gli automobilisti con la fretta del mattino. La polizia municipale non c’è - aggiungono mamme e papà - e il “nonno vigile” fa quello che può.
I genitori dei piccoli studenti non puntano il dito contro la dirigente scolastica: sanno bene che non è a lei che si possono imputare i disagi, ma chiedono al Comune spiegazioni sui lavori e sulla tempistica e invitano piazza Due Giugno a provvedere rapidamente, almeno garantendo la presenza di un vigile urbano.
La dirigente scolastica non solo ribadisce che i container alla Saffi non arriveranno, ma aggiunge che «la scuola ha fatto tutto quello che poteva fare». Poi spiega che «gli interventi richiesti sono stati eseguiti e sono state realizzate le controsoffittature in tre aule». A fare il punto su cantiere e tempistiche è l’assessore Raggi. Ricorda che i lavori non sono partiti alla vigilia della riapertura della scuola: «Non dimentichiamo che durante il lockdown non sarebbe stato possibile aprire il cantiere. L’intervento, per un importo di circa 138mila euro, è iniziato il 21 luglio e la conclusione è prevista l’8 dicembre». La finalità è l’impermeabilizzazione delle volte sottostrada del fabbricato. Conclusione a dicembre, ma chi di cantieri se ne intende, assicura che tra qualche giorno una prima tranche di opere dovrebbe concludersi consentendo l’uso del sottopasso e quindi l’attesa dell’ingresso e dell’uscita in piazza D’Armi. Altra storia per il cortile: «Per consentirne l’agibilità - fa il punto Raggi - servirebbero 200mila euro, l’intervento è una delle nostre priorità, l’ impegno è fare il possibile per consentire, in una prima fase, l’uso di una porzione del cortile». Per permettere ai bimbi, magari ai turni, una sana boccata d’aria. —
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