Il presidio
Fabrizio Mazzoni: uno sportello per le persone in difficoltà
Il candidato di centrosinistra: i siti industriali esistenti devono essere bonificati puntando sull’agricoltura
Villafranca Lunigiana
Anche a Fabrizio Mazzoni, candidato sindaco di “Villafranca Coraggiosa”, le 10 domande del Tirreno.
Villafranca ha una vocazione agricola ma ci sono aree industriali che potrebbero essere rilanciate. Come pensa di muoversi in questa direzione?
«Penso che rilanciare le industrie a Villafranca sia oggi un'impresa quasi impossibile e non so nemmeno se avrebbe senso. Credo invece che i siti industriali esistenti debbano essere bonificati e riorganizzati in funzione proprio di vocazione agricola, creando aree commerciali e un centro enogastronomico in grado di raccogliere e valorizzare gli innumerevoli prodotti tipici e di qualità del nostro territorio».
Dimore storiche e castelli, borghi sono opportunità turistiche. Ma la carenza di guide e informazioni ai impedisce il salto di qualità. Quale sarebbe una possibile soluzione?
«La nostra idea è quella di rafforzare il legame tra strutture culturali villafranchesi e territorio. Superando la spaccatura tra centro e periferia si può ottenere un tessuto compatto e costantemente in sinergia. È questa la riflessione di partenza per rimettere in moto il turismo a Villafranca e non solo; e anche i singoli borghi devono essere parte di percorsi turistici ben calibrati».
Villafranca fa parte dell'area Mab, ma il marchio non è mai stato utilizzato per la promozione turistica e territoriale. È uno strumento di sviluppo o solo una sigla priva di significato reale?
«Come da programma, ci impegneremo per rilanciare Villafranca sul piano turistico. Sarà fondamentale collaborare con le associazioni competenti e sarà necessario saper sfruttare in modo intelligente e lungimirante, i progetti che ci vedranno coinvolti. Così potremo riportare il nostro Comune alla sua passata gloria».
Villafranca ha la capacità di attrarre nuovi investimenti?
«Per poter attrarre nuovi investimenti è necessario che Villafranca esca dall'immobilismo in cui è caduta negli ultimi anni, recuperando e incrementando l'artigianato, valorizzando le enormi risorse culturali che abbiamo, realizzando percorsi turistici e naturalistici, valorizzando al massimo le risorse ambientali di cui dispone il nostro territorio, in modo da attrarre il maggior numero di persone possibili».
In Europa si sta profilando la creazione di un nuovo Green New Deal. Come potrà essere declinata una politica ambientale per la realtà locale di Villafranca e della Lunigiana?
«Per Villafranca dovremmo mettere in atto una grossa riqualificazione ambientale. Dovremmo andare a salvaguardare le aree verdi del nostro comune, preservarle dall’incuria e organizzare la raccolta differenziata dei rifiuti in ogni nostro polmone verde. Questo non solo a Villafranca ma in tutta la Lunigiana e oltre. Ci proponiamo, con un avvincente progetto, di avvicinare i giovani alla cultura dell’ambiente affinché siano consapevoli delle ricchezze che ci circondano, che non devono essere trascurate né sprecate. Ambiente e turismo sono due fattori che vanno di pari passo».
Il calo demografico è uno dei problemi più gravi per la Lunigiana. Con quali strumenti ritiene si possa contrastarlo?
«Fermo restando che le eccellenze (che per fortuna anche qua abbiamo) è comprensibile che abbiano l'ambizione di recarsi anche in zone di maggior appeal lavorativo (spesso all'estero), per coloro che decidessero di restare, credo che se riusciremo a realizzare il nostro programma, come ho già detto nelle risposte precedenti, si potrebbe puntare ad avere nuovi posti di lavoro e, pur non bloccando interamente il fenomeno, riusciremo quantomeno a ridurlo».
Difendere la sanità territoriale. Tutti lo dicono. Ma con quali strategie
«Un rapporto stretto con la Società della Salute, con tutta l'Asl Nordovest e con la Regione, per i progetti di assistenza sociosanitaria, soprattutto per gli anziani non autosufficienti, per le persone con disabilità, per il settore della salute mentale e per quello materno-infantile. Potenziare le attività di prevenzione, specialistiche e di diagnostica nel presidio di palazzo Baracchini. Creare centri di assistenza sociosanitaria e riabilitativi, con la possibilità di nuovi sbocchi occupazionali per Villafranca stessa».
Tra i problemi del territorio c’è anche quello della viabilità difficile. Come affrontarlo?
«Già quando ero in Amministrazione a fine Anni 90, constatata l'impossibilità di avere il casello autostradale, proposi importanti rettifiche alla Statale della Cisa (come quelle realizzate nella Statale del Cerreto tratto Aulla - Fivizzano) e credo che su quello bisognerà ripuntare. Se per togliere quattro sassi da una frana, lasciamo però chiusa una carreggiata per due anni, diventa tutto più difficile».
Quale sarà il suo primo provvedimento se sarà eletto sindaco?
«Come già detto in una precedente intervista, mi piacerebbe istituire un vero e proprio sportello comunale dedicato alle persone in difficoltà, sia economica che sociale. Vorrei riallacciare immediatamente i rapporti con le proprietà dei siti industriali ex Panda-Trada, per avviare quanto prima un processo di bonifica ambientale».
Piscine di Villasport? Hanno un futuro?
«Io credo che le piscine Villasport dovranno avere non solo un futuro, ma l'ambizione di diventare, assieme alle strutture già esistenti (palazzetto dello sport, campi di calcio, campo di calcetto, campi da tennis), un polo sportivo di livello quantomeno regionale. Dovranno essere rimesse a nuovo sia le piscine all'aperto che quella coperta, essere creati punti di ristoro, di aggregazione e strutture recettive».
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