Il Tirreno

il destino della camera di commercio 

Un maxi emendamento è l’ultima speranza per l’ente camerale

luca barbieri

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carrara

Un maxi-emendamento per riaprire all'ultimo tuffo la discussione e per evitare la fusione dell'ente camerale apuana (ma non solo) in una versione extra-large con Pisa e Lucca. «Purtroppo vedo scarso interesse, il territorio non sta percependo le possibili conseguenze, con la zona destinata a perdere ulteriore “peso”. Mi auguro che la politica faccia la sua parte in tempo...».

È chiarissimo il presidente della Camera di Commercio di Massa-Carrara, Dino Sodini che ribadisce la sua posizione sulla fusione dell'ente con altre realtà – due “big”, Lucca e Pisa –, voluta dalla Legge Madia che sancisce il limite di 60 camere complessivamente a livello nazionale. Un accorpamento di cui si parla da anni e che con il cosiddetto “Decreto Agosto”, in Gazzetta Ufficiale da poco più di un mese, adesso sembra entrato nel rush finale. «Semplifico l'iter, il “Decreto Agosto” dice: chi non ha concluso il processo di accorpamento vede decadere i suoi organi entro 30 giorni. Per noi, prendendo la data del 14 agosto, data in cui il decreto legge ha fatto il suo ingresso nella Gazzetta Ufficiale, vuol dire lunedì scorso: ma io non ho ricevuto nessuna comunicazione ufficiale su un possibile commissario, come previsto sempre dal decreto legge che di fatto obbliga la fusione entro due mesi (14 ottobre, ndc)», articola sempre Sodini. Insomma, nessuna comunicazione ufficiale al momento e una impasse amministrativa con una data limite, una “dead-line” entro cui intervenire, come auspicano sempre i vertici dell'ente apuano. «Mi auguro che ci sia un intervento della politica prima di quella data e per la conversione del decreto in legge. Noi chiediamo, come sempre, di superare la quota massima dei 60 enti. Anche dopo la pronuncia della Corte Costituzionale, attendiamo il ricorso al Tar del Lazio contro la riforma, per cui noi apuani siamo in prima fila», commenta Sodini. C'è un però. «Il territorio avrà in un mega ente dell'alto Tirreno una scarsa rappresentanza, senza ricadute; con il rischio di non aver consiglieri. Lo dico francamente, forse non frega a nessuno, perché quando si parla di enti pubblici la percezione nella cittadinanza muta, rimandando a concetti di “carrozzoni”, ma stiamo parlando di una perdita incredibile. Massa-Carrara avrebbe un ruolo marginale», si sfoga Sodini che di risparmi effettivi non ne vede. L'auspicio è quello di una discussione in commissione bilancio al Senato con emendamenti per poter “congelare” la fusione e riaprire un tavolo. —



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