Il presidio
«Un collegamento bus per andare all’ospedale»
Partita la raccolta di firme del Comitato dopo il sit-in Fumanti (Lega): riportare il punto nascite a Pontremoli
pontremoli
Non poteva non suscitare reazioni la manifestazione che mercoledì mattina, di fronte all'ospedale di Pontremoli, ha portato avanti alcune istanze relative alla difesa del nosocomio. Un sit-in, con raccolta firme, organizzato dal Comitato di salute pubblica alta Lunigiana che chiedeva, in particolare, di intervenire su tre aspetti che, a giudizio degli organizzatori, possono divenire qualificanti per la struttura e per fermarne lo smantellamento: la difesa ed il rafforzamento del servizio pediatrico negli ospedali di Pontremoli e Fivizzano; l’istituzione di un bus navetta per raggiungere l’ospedale di Pontremoli ed infine far rimanere il centro prelievi nell’ospedale e non nel distretto sanitario di via Mazzini. A sostegno dell'iniziativa anche la candidata al consiglio regionale per la Lega, Federica Fumanti, presente alla manifestazione, che sottolinea come «l'ospedale di Pontremoli deve essere ripotenziato, riportando la pediatria, la ginecologia, il punto nascite, il pronto soccorso pediatrico, il centro prelievi ematici e, deve tornare ad essere un ospedale fondamentale e completamente autonomo per tutto il comprensorio pontremolese e i suoi abitanti».
Ma se c'è chi appoggia l'iniziativa, c'è anche chi replica in maniera piccata come il presidente della Società della Salute della Lunigiana Riccardo Varese e della direttrice della Sds Lunigiana Rosanna Vallelonga, che controbattono, in particolare, in riferimento alle accuse del Comitato relative alle spese per investite per i disabili, considerate, dal Comitato, ampiamente insufficienti e di gran lunga sotto la media della spesa pro capite nel resto della Toscana. «Si tratta di falsità senza capo né coda, come quella che la Lunigiana sarebbe maglia nera in Toscana per spesa pro capite a beneficio dei disabili. Le cifre, inventate di sana pianta dal Comitato, infatti, stridono coi numeri reali, che parlano di un impegno costante e importante a beneficio dei disabili», dicono Vallelonga e Varese. «Quello che mettiamo in pratica– aggiungono poi – è un percorso di assistenza alla disabilità tracciato dalla nascita all’età adulta, che vede impegnati tutti i servizi attraverso gli inserimenti scolastici e lavorativi, il sostegno alle famiglie, i progetti di vita indipendente e i tre Centri di socializzazione handicap di Caprio di Filattiera, di Moncigoli di Fivizzano e di Quercia di Aulla». —
riccardo sordi
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