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L’artista Buffoni chiede di riavere il suo atelier. Il Comune: inagibile
Il pittore come ogni anno torna davanti al suo ex atelier e per protesta attacca dei volantini chiedendo il perchè di questo sfratto inaspettato.
CARRARA. L'insegna c'è, come sempre del resto, ma l'atelier "Vicolo dell'Arancio" del pittore Romeo Buffoni è chiuso da quasi tre anni. L'aveva avuto in comodato gratuito dalla precedente amministrazione. Ma quella del sindaco Francesco De Pasquale l'ha fatto chiudere poco dopo il suo insediamento. Per questo il pittore (che della chiusura non si da pace) come ogni anno torna davanti al suo ex atelier e per protesta attacca dei volantini chiedendo il perchè di questo sfratto inaspettato.
Parliamo di un sottoscala di cinque metri per due in via dell'Arancio, senza servizi igienici, acqua e luce. O meglio la luce c'è, l'aveva fatta mettere lo stesso Buffoni, pagando sempre le bollette di tasca sua. E da circa un mese e mezzo è accesa giorno e notte. Il sottoscala per dodici anni è stato il punto di appoggio di molti artisti, che in quel fondo potevano lavorare o allestire mostre. Un piccolo cenacolo che il pittore aveva restaurato con le sue stesse mani e con i suoi mezzi, disegnando anche il cancello d'ingresso.
Romeo Buffoni non ha mai capito perchè gli abbiano tolto il suo atelier, e continua a chiedersi: «Perchè lasciare un fondo vuoto senza farci niente? Il centro storico è morto, il mio atelier portava gente, era un punto di riferimento per gli artisti, era un servizio alla collettività. Non ho mai capito perchè togliermelo per poi lasciarlo vuoto, il mio impegno per il centro storico è sempre stato davanti agli occhi di tutti. Questa giunta appena insediata mi levò il fondo come se avesse scoperto il vero tumore del deficit comunale. La luce è accesa da un mese e mezzo senza motivo, o forse è un invito a renderlo visibile per darlo a qualcuno?» .A tutte queste domande risponde l'assessore con delega al patrimonio Giovanni Macchiarini: «L'intero immobile dove è ubicato il fondo in questione è di proprietà dell'Erp. Il pittore, come un'altra associazione che lo occupava non potevano restare per motivi di inagibilità. Quando lo stabile venne restaurato non furono ultimate alcune pratiche e depositi al genio civile. Quando l'abbiamo scoperto si sono dovute rifare le pratiche ingegneristiche e sono cose che vanno per le lunghe. Per poter usufruire dell'immobile è necessario che queste pratiche siano concluse. Ci stanno lavorando e probabilmente la luce è stata lasciata accesa proprio da un tecnico durante l'ultimo sopralluogo. In sostanza sia l'artista che l'altra associazione non potevano stare dentro per motivi di inagibilità». —
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