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“Ho ucciso un’idea” la Carrara del 1944 tra delitti e anarchia
È uscito il romanzo dell’avvocato avenzino Emiliano Pianini Grande successo di critica al Premio Italo Calvino
carrara
Cosa accade quando un noto avvocato, con la passione per la scrittura, innamorato della sua città, incontra un’idea? Nasce un romanzo, con protagonista Carrara, immerso nel giallo, pieno di colpi di scena e ricordi anarchici, apprezzato dalla critica dell’ultima edizione del Premio Italo Calvino.
L’avvocato Emiliano Pianini, avenzino doc, ha pubblicato, da pochi giorni, “Ho ucciso un’idea” edito da Amazon, storia ambientata nel maggio del 1944, quando l’efferato omicidio di due nobili, vicini al regime, scatena una corsa contro il tempo. Ermanno Luci, il giovane brigadiere dei Carabinieri al quale vengono affidate le indagini, dovrà affrontare una sfida in cui le scale di valori, anche quelle più solide, verranno messe alla prova dall’evolvere degli eventi. E sullo sfondo della città, tra il mare e le bianche cascate di marmo, i personaggi, credendo di combattere contro il nemico, ingaggeranno una dura lotta con se stessi. «Ermanno e l’appuntato Marco Paladini- racconta l’avvocato Pianini- assieme ad un vecchio sarto e al piccolo Giorgio Orlandi, entrambi costretti dalla guerra a vivere in una ex caserma nella zona est del centro storico, si muoveranno in un intricato reticolo, in un luogo già provato dal ventennio fascista, che deve ancora conoscere il lato peggiore del conflitto, nel serrato scontro per la supremazia ideologica messo in piedi dagli uomini, e dove anche le donne avranno un ruolo fondamentale. Ad esempio Bianca, con la sua voglia di partecipare, arriverà sull’orlo del precipizio portando con sé quante hanno tentato di interrompere la linea di continuità che unisce la vanità dei maschi».
Il romanzo ha partecipato alla 32esima edizione del Premio Italo Calvino, ottenendo un buon riscontro da parte della giuria: “Il romanzo di Pianini è un giallo ben orchestrato- scrivono- in cui spicca soprattutto il fascino dell’ambientazione storico-geografica. Siamo a Carrara, nel 1944; la storia si apre con l’omicidio di due Bigotti, legati al regime fascista ormai in disfacimento. Le forze naziste occupano la città e il brigadiere Emiliano Luci ha il compito di indagare su queste morti, che non sembrano per nulla opera dei partigiani che si nascondono sui monti circostanti. I tedeschi, comandati dal crudele e glaciale maggiore Kaminsky, ufficiale mezzo polacco delle SS, procederanno con operazioni di rappresaglia se non riceveranno un colpevole: tre civili per ogni morto. Il brigadiere, agli ordini del maresciallo Ferraris (detto il Bolscevico) inizierà una corsa contro il tempo per evitare altri orrori nazifascisti. Tra i due schieramenti si muove un infido e violento ex centurione degli arditi, Primo Catapiani, che cerca di guadagnare il maggior vantaggio possibile per sé. Parallelamente ai militari, la città di Carrara offre una ricca serie di personaggi popolari che diventano altro fulcro della vicenda, come Giorgio, sfollato dodicenne, che forse ha visto qualcosa alla villa dei Bigotti e che poi si lega al protagonista, nella speranza di aiutare con le indagini. Interessante è anche la voce delle donne della città, che pianificano l’opposizione alla decisione tedesca di evacuare Carrara per farne una roccaforte militare contro gli americani”.
Gli elementi per una grande storia cittadina ci sono tutti: «Carrara è una città dalla ricca tradizione anarchica- commenta l’autore- e ho voluto renderle giustizia con le pagine più felici del libro». “Non solo la topografia è vivida- continua la critica- ma anche la storia della città è ben incastrata nel romanzo. Ad esempio, la rivolta delle donne contro l’evacuazione della città del luglio del 1944: Pianini ne racconta marginalmente la preparazione, in uno sfondo che i personaggi secondari vivificano e rendono affascinante. Si apprezza molto l’originalità dello sguardo dell’autore nelle istantanee di vita nella città occupata: da Giorgio che immagina di giocare a calcio con i campioni del Grande Torino, a momenti ben più tragici, come il capitolo che segue gli effetti di un bombardamento aereo tramite gli occhi di una bambina. Il romanzo tocca il suo apice con questo ritratto corale di Carrara, la sua storia popolare, antifascista e anarchica”.
Il libro è disponibile online su ilgiardinodeilibri.it, IBS.it e su Amazon, ma presto anche la versione cartacea sarà reperibile nelle librerie. —
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