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«La sanità è a pezzi» Stamani presidio per difendere ospedale e servizi

«La sanità è a pezzi» Stamani presidio per difendere ospedale e servizi

Il Comitato “salute pubblica” lancia anche una petizione contro i tagli alla pediatria, per i centri prelievi e bus navetta

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Tutti in piazza contro lo smantellamento del servizio sanitario pubblico e per il diritto alla salute di tutti i cittadini. A lanciare la mobilitazione è il Comitato di salute pubblica Alta Lunigiana che dà appuntamento ai “difensori” della sanità per stamani alle 10,15 davanti all’entrata dell’ospedale di Pontremoli per un “presidio di lotta”.

Il Comitato così ripercorre alcune “novità” recenti nella organizzazione della sanità locale: «A metà agosto è stato inaugurato un punto prelievi a Mulazzo mentre a Pontremoli il centro prelievi, che dopo anni di “esilio” immotivato negli angusti spazi del distretto di via Mazzini era stato riportato alla sua sede nell’ala distrettuale dell’ospedale di Pontremoli, inspiegabilmente è stato riportato in via Mazzini. Con la nuova disposizione del centro prelievi in via Mazzini i cittadini della Alta Lunigiana non potranno più fare liberamente i prelievi ma dovranno prenotare perché ci sarà una lista a numero chiuso, in via Mazzini infatti non ci sono spazi adeguati per accogliere, specialmente con le norme del distanziamento sociale, più persone; temiamo fortemente il ripetersi dei gravi disagi sofferti dalla cittadinanza nei mesi scorsi con i centralini prenotazioni in tilt per settimane e settimane ».

In un territorio come il nostro, argomenta ancora, «bisogna puntare sul potenziamento del servizio domiciliare territoriale: non è pensabile aprire 13 centri prelievi per tutti i piccolissimi comuni della Lunigiana, se una persona ha difficoltà a muoversi il prelievo gli deve essere fatto a casa punto e basta».

Il comitato torna poi a denunciare che «per fare una ecografia o un esame qualunque molto spesso si deve aspettare un anno per andarlo a fare magari fuori provincia, che per avere esami e visite in tempi utili si deve pagare privatamente; che non esiste un servizio navetta autobus che colleghi la popolazione con l’ospedale, sul fatto che l’ambulatorio pediatrico ospedaliero e aperto sì e no 3 mattine alla settimana con la prospettiva prossima ormai chiara della chiusura. Un bambino che deve essere visitato da un pediatra di domenica o il sabato pomeriggio deve fare 110 km di viaggio».

A chi è in campagna elettorale il comitato chiede di fare qualcosa per il problema degli specialisti che non vogliono venire a lavorare in Lunigiana perché rende di più esercitare la professione altrove; agli amministratori locali chiedono soluzioni concrete per la « vergognosa questione degli operatori dei Cup che lavorano a cottimo, per la carenza di personale medico, infermieristico e sanitario in generale».

Poi la questione disabili: «La Lunigiana è maglia nera della Toscana per spesa pro-capite per i disabili: 1400 contro i 2700 della media regionale a sua volta al di sotto della media nazionale che è di 2.900 euro. Parliamo delle donne che partoriscono in autogrill perché il punto nascite è a più di un’ora di distanza, parliamo di gente che muore mentre è in viaggio in ambulanza perché il pronto soccorso di Pontremoli era stato inspiegabilmente chiuso come è successo qualche mese fa.

Per tutti questi motivi come il Comitato di Salute Pubblica Alta Lunigiana lancia una campagna di lotta e di informazione che partirà dal presidio di stamani e da una raccolta firme, partita proprio ieri: «Invitiamo tutti a firmare per far rimanere il centro prelievi presso la sede più idonea; per l’istituzione immediata di un servizio bus navetta efficiente per l’ospedale di Pontremoli; per il rafforzamento del servizio pediatrico negli ospedali di Pontremoli e Fivizzano. —

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