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Antona, museo sotto sfratto? «Il sindaco sia chiaro»

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Antonese di origini, avenzino di adozione, Claudio Fazzi scrive al sindaco di Massa Francesco Persiani e all’assessore Marco Guidi una garbata ma decisa lettera sulle sorti del museo "Come eravamo" di Antona. «Sono stato informato – scrive – che in occasione delle elezioni, nell’aula-sede del museo, di 35 mq., concessa all'Usc di Antona - Circolo Endas con atto di giunta del 23 -01- 2019, dovrà essere allestito il seggio elettorale. I soci dell'Endas dovranno perciò provvedere a liberare gli spazi che servono e spostare i materiali già da tempo esposti, con dispendio di tempo, di energie e risorse. Quello che preoccupa è che questo ordine sia il preludio di uno sfratto del museo, annunciato da una determina di un vostro dirigente comunale , n.118 del 21-01- 2020 che intimava all'associazione Endas la revoca della concessione,dando 3 mesi di tempo per chiudere il Museo già allestito con 3mila euro di spese. Questa determina, motivata dal dirigente dalla necessità di dare più spazio alla Protezione Civile che dispone già di 330 metri quadrati, tutto il primo piano, praticamente inutilizzati, non è mai stata ritirata».

In verità, prosegue Fazzi, « più volte è stato assicurato verbalmente dall'assessore Guidi e dal sindaco stesso che il Museo avrebbe mantenuto il suo spazio e che non sarebbe stato vanificato il lavoro di tanti volontari. L’assessore Guidi ha anche dimostrato di apprezzare il lavoro di questa associazione in occasione dell'inaugurazione del Cartellone Informativo all'ingresso del paese e ha recepito il suggerimento di partecipare al Bando Regionale di 4 milioni di euro per il restauro di sentieri».

I promotori del Museo, conclude la lettera, «non chiedonol’uso esclusivo dell’ex-scuola, ma ritengono che in essa possano convivere e collaborare diverse istituzioni: Asl, Protezione Civile, Comune. Ci può essere spazio per tutti per il Bene del Paese . Voi Amministratori dovete interpretare e dare risposte ad esigenze diverse ,lo comprendiamo , dovete conciliare diverse aspettative , ma non in contrasto le une con le altre. Io credo che sia possibile la convivenza nello stesso edificio di funzioni diverse egualmente utili per il presente e il futuro del Paese. Chiedo dunque che il comportamento ambiguo e contraddittorio tenuto finora rinviando una decisione finale sia definitivamente superato con un attoe che confermi la sede legittima concessa al Museo. Al più presto però ». —



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