Il Tirreno

la commemorazione

La scuola teatro dell’eccidio di Bergiola Foscalina diventerà un museo storico

Francesca Vatteroni
La scuola teatro dell’eccidio di Bergiola Foscalina diventerà un museo storico

L’annuncio del presidente della Regione Enrico Rossi nel giorno delle celebrazioni. «Ci saranno i fondi per l’intervento, ora le 72 vittime possono trovare pace»

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CARRARA. Dopo ben 76 anni da quel 16 settembre 1944 Bergiola Foscalina finalmente troverà pace. È infatti arrivato, del tutto inaspettato per i bergiolesi, l’annuncio del presidente della Regione Enrico Rossi, che ha comunicato uno degli ultimi atti del suo mandato, dichiarando davanti a tutti la volontà di stanziare le risorse finanziarie per trasformare in museo l’edificio ormai fatiscente che ospitava le scuole elementari bergiolesi: teatro dell’eccidio dove persero la vita 72 vittime civili e il Maresciallo della Guardia di Finanza Vincenzo Giudice, ucciso nel tentativo vano di fermare i nazisti offrendo loro la propria vita in cambio di quella dei civili.

Una volontà, quella di Rossi, che si è tradotta subito e davanti ai presenti, in firma sul protocollo siglato assieme al sindaco Francesco De Pasquale, per un progetto che vedrà la luce con i finanziamenti della Regione. Bergiola avrà finalmente, dopo averlo chiesto per anni e mentre continuava impotente a vedere cadere a pezzi l’edificio, il suo sospirato museo.

Dopo la rabbia per aver visto sfumare i finanziamenti che pareva fossero stati destinati, ormai tanti anni fa, alla creazione del museo e di cui non se ne seppe più nulla, dopo la rabbia nel 2017 con l’insediamento della nuova Amministrazione quando venne deciso, a causa della pericolosità della struttura, di commemorare l’eccidio senza la visita tradizionale nel cortile della scuola intitolata al Maresciallo Giudice, dopo aver visto chiudere, nello stesso anno, l’asilo del paese per esigenze di bilancio, i bergiolesi stavano iniziando a perdere la speranza, come dimostra lo stesso Mauro Dell’Amico, uno dei tanti anziani del paese, che appena vede la stampa arrivare, prima ancora dell’inizio della cerimonia, si avvicina e protesta: «A Sant’Anna di Stazzema ogni anno abbelliscono, invece noi ogni anno abbiamo il decadimento. Questa non è una scuola è un Museo Nazionale». Quando poi il gruppo istituzionale raggiunge il cortile della scuola, dopo il picchetto, si fa davanti a Rossi e a De Pasquale e li incalza: «Per quanti anni ancora sarà così?». Rossi allunga un braccio verso di lui e lo rassicura: «Dopo», riferendosi all’annuncio che avrebbe fatto da lì a poco. Durante l’omelia della Messa celebrata tra le mura del Cimitero bergiolese, dove è eretto anche il Sacrario, lo ricorda sorridendo amichevolmente guardando verso di lui, anche il parroco: tra qualche giorno inevitabilmente, qualunque saranno i risultati elettorali, Enrico Rossi non sarà più Presidente della Regione Toscana. Così lui prendendo poi la parola, annuncia: «Firmiamo il protocollo dove finanziamo il museo-ha detto applaudito- faremo una variazione di bilancio ma le risorse ci sono e la Guardia di Finanza sarà coinvolta nel progetto. Mi pareva giusto assumere questo impegno a fine mandato, un dovere. E’ uno degli ultimi atti che faccio e sono orgoglioso di farlo». «Sarà un punto dove poter valorizzare il nostro eroe e dove collocare attività istituzionali: c’è da capire quali-ha anticipato il comandante delle Fiamme Gialle della provincia Gabriele Di Guglielmo-eventualmente il soccorso alpino visto che abbiamo personale specializzato nelle ricerche, ma è ancora prematuro dirlo». —

Francesca Vatteroni
 

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