Il Tirreno

La paura dei maturandi: tornare a far lezione da casa

Ivan Zambelli
La paura dei maturandi: tornare a far lezione da casa

Al liceo classico Rossi di Massa i ragazzi dell’ultimo anno temono lo spettro  della didattica a distanza. Ma dopo le paure iniziali all’uscita i volti sono distesi

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/ massa

Finalmente è arrivato il tanto atteso giorno della scuola, del rientro a scuola, dopo sei mesi, e ai tempi del covid.

Alle prime ore del mattino, in ordine sparso, i ragazzi e le ragazze del liceo classico Pellegrino Rossi sono tornati davanti ai cancelli della loro scuola, con mascherina in faccia, dizionario in mano e tanta voglia di ripartire.

Certo, prima del suono della campanella i dubbi sono ancora tanti, ed alcuni resteranno anche all’uscita: «Non ho molte aspettative - dice qualcuno - è già tanto se sono qui, e chissà per quanto».

Le perplessità riguardano questioni specifiche, come il mancato accesso ai laboratori, alcuni dei quali convertiti in aule, il non potersi appoggiare ai compagni per quella penna, foglio o dizionario scordato a casa; ma si tratta di accorgimenti necessari dettati dalla situazione.

Poi ovviamente ci sono timori più generali sulla situazione sanitaria, che riguardano non soltanto i rischi per la propria salute e dei parenti, ma anche l’eventualità di sospendere nuovamente quell’insieme di emozioni ed esperienze che comporta la vita tra i banchi.

La paura per il ritorno alla didattica a distanza è particolarmente sentito tra gli studenti dell’ultimo anno. Questo dal punto di vista della formazione è un momento cruciale, perché il carico di studio si intensifica ed i voti diventano più importanti, in prospettiva di un concorso, di un test di ammissione all’università. L’ultimo anno è infatti quello dedicato all’orientamento universitario; lo scenario peggiore è di ritrovarsi da casa a studiare tanto ed in autonomia, e a decidere ancora più da soli il proprio futuro.

Chi invece aveva meno timori e più aspettative erano gli iscritti al primo anno, molti dei quali accompagnati da genitori ancora più emozionati di loro, venuti per assistere all’entrata dei propri figli e figlie in un nuovo ciclo.

Le entrate sono state scaglionate, sia per i punti di accesso sia per gli orari. Gli studenti dell’ultimo anno sono entrati alle 9, tutti gli altri alle 8.

Poco prima del fischio della campanella il personale scolastico ha fatto l’appello, ed ogni studente ha consegnato l’autocertificazione.

Dopo le iniziali perplessità, all’uscita gli animi e i volti erano già molto più distesi: i ragazzi e le ragazze hanno potuto constatare che grosso modo nella scuola ci sono le condizioni per una ripartenza in sicurezza e che nulla è stato lasciato al caso.

Per i giorni a seguire, l'impostazione generale la esemplifica il 18enne Francesco Mussi che ieri ha iniziato la Seconda (penultimo anno): «Se tutti continueremo a rispettare le regole e a tenere alta l’attenzione, le cose andranno bene».

Sempre all’uscita poi, gli studenti del Classico hanno avuto modo di prendere in omaggio una delle circa 250 copie che Il Tirreno ha voluto regalare a studenti e personale scolastico per il primo giorno di scuola.

Un piccolo e molto gradito contributo in occasione di questa atipica ripartenza scolastica, che a dispetto delle previsioni di alcuni, è avvenuta senza intoppi.

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