Il presidio
Era in cassa integrazione e spacciava droga
Nei guai un operaio di 38 anni. Gli hanno trovato in auto 13 dosi di cocaina. Al giudice ha detto: lo faccio per arrotondare
carrara
Operaio in cassa integrazione, e spacciatore: è finito nei guai un 38enne di Carrara.
La storia è quella di un insospettabile operaio di un’impresa della zona, in cassa integrazione per l’emergenza del covid-19, finito al centro di un’indagine antidroga dei carabinieri, che alla fine lo hanno arrestato con varie dosi di cocaina e hashish destinate allo spaccio.
Quando i carabinieri dell’Aliquota Operativa di Carrara sono entrati in azione, hanno fermato il 38enne al volante della stessa Volkswagen New Beetle che negli ultimi tempi era stata vista “bazzicare” in alcuni quartieri popolari della città frequentati abitualmente da consumatori di droghe della zona.
Dopo aver accertato il nome e l’indirizzo del proprietario di quell’auto, i militari dell’Arma lo hanno tenuto per qualche giorno sotto stretta osservazione, attività che ha consentito di acquisire altre informazioni utili sul suo conto.
Durante l’attività di monitoraggio è emerso che con la stessa auto il 38enne, effettuava incontri con alcuni personaggi anche a Massa, cosa che ha avvalorato i sospetti che l’uomo, nonostante incensurato, avesse un ruolo non di secondo piano nell’ambito dello spaccio di droga.
Qualche giorno fa i militari operanti, che nel frattempo avevano acquisito un corposo quadro indiziario, lo hanno fermato alla guida della solita autovettura e hanno iniziato la perquisizione, finita poi presso la sua casa.
Alla fine delle operazioni è stato arrestato a seguito del rinvenimento di 13 dosi di cocaina e quasi un etto di hashish, che in parte aveva occultato dentro un nascondiglio ricavato sotto il camino del soggiorno, mentre il resto della droga, insieme al bilancino e al materiale per confezionare le dosi, è stato recuperato in un box nel giardino della sua abitazione.
È stato lui stesso ad ammettere di aver cominciato a vendere droga per arrotondare i magri guadagni della cassa integrazione, versione che ha ripetuto anche al giudice Dario Berrino durante l'udienza di convalida.
Il 38enne è stato quindi sottoposto all'obbligo di presentazione giornaliera in caserma, misura cautelare che era stata proposta dal Pubblico Ministero Roberta Moramarco.
Il processo è stato rinviato a metà ottobre per richiesta dei termini a difesa.
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