Emozioni e sorrisi dietro le mascherine: e tutti arrivano in anticipo davanti a scuola
Allo Zaccagna di Carrara tanta curiosità anche per Il Tirreno in edizione speciale distribuito agli studenti dell’istituto
/ carrara
C’è chi arriva con quasi mezz’ora d’anticipo proprio come a quell'appuntamento che aspetti da settimane e per cui ti prepari nei minimi dettagli. Si riuniscono poi nell'attesa a gruppetti, a coppie. Scrutano l'entrata, guardano l'ora sul cellulare, parlottano tra loro, sorridono dietro alle mascherine. Poi dopo sei mesi all'incirca riascoltano il suono familiare di quella campanella: la prima dell'anno scolastico, quello 2020-2021, e dell'era Covid-19.
Non c'è uno schermo a dividerli, si va in aula. Certo, gli ingressi e i percorsi sono diversi a seconda delle classi e anche gli orari di entrata e di uscita sono scaglionati e rimodulati ad hoc per evitare gli assembramenti e per rispettare le norme anti-contagio a suon di distanze interpersonali. L'emozione però c'è, si respira e si alterna con le disposizioni. Dopo mesi di didattica a distanza – al netto dei giorni degli esami di maturità –, di attese e “fiumi di inchiostro”, si ritorna sui banchi.
A distanza, ma in presenza. Come alla sede di Fossola dell'istituto tecnico-commerciale “Zaccagna-Galilei” che nella giornata inaugurale di ieri ha ricevuto in regalo anche varie copie del quotidiano Il Tirreno; un'edizione per gran parte dedicata a loro, alla scuola pronta a riniziare. «Che emozione ricominciare». Due gli ingressi: uno sul viale XX Settembre; l'altro lungo via Milazzo. Gli alunni di prima entrano alle 8,30 ed escono alle 11,30; di seguito – lo scarto è di un quarto d'ora – le seconde classi e un'ora più tardi tocca all'intero triennio. Percorsi ridisegnati, app per la merenda, niente ricreazione come prima settimana e distanze come refrain da tenere bene a mente. Ingresso, gel igienizzante e si percorre il tragitto per entrare in classe. La mascherina si toglie solo da seduti, rigorosamente a distanza, in aula.
Per le prime, il taglio simbolico del nastro con l'inizio delle scuole superiori avviene in cortile, in una raccolta distanziata con i professori a scandire e ribadire le norme: «Rispettate queste poche regole. Vedrete che sarà semplice», rassicurano i docenti. Dall'altra parte ragazze e ragazzi entrano, sbirciano il giornale, alcuni lo portano in classe e scrutano titoli, fotografie, i temi scelti. Lo sfogliano, pagina dopo pagina, lo studiano, perché molti ormai sono abituati e più a loro agio con altri strumenti di comunicazione: smartphone, app e tablet. E poi si inizia: tra mascherine, distanze e un po’ di emozione con i docenti (e il personale) a “guidare il traffico”.
La prima giornata dura tre ore, per tutti. All'ultima campanella, all'uscita, in pochi hanno voglia di rilasciare dichiarazioni “ufficiali”, ma gli umori, i sottintesi, quelle parole smorzate da un po' di timidezza raccontano di un primo giorno in cui a prevalere è stata l'emozione del rivedersi tra i banchi di scuola. «Effettivamente è un po' strano, dobbiamo ancora abituarci alle nuove regole, ma è normale – chiosa un gruppetto –, però alla fine come primo giorno possiamo dire che è andato tutto bene».
—
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
