100 anni fa il terremoto che distrusse la Lunigiana orientale
A Sassalbo (uno dei paesi più colpiti) una giornata dedicata al tragico sisma del settembre 1920 che provocò 171 morti
FIVIZZANO
Sabato scorso nel castagneto della famiglia Fiorini a Sassalbo si è svolto un evento in ricordo delle vittime del terremoto del 1920. A cent’anni di distanza tra storia, ricordi e future prospettive hanno partecipato il sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti, il presidente della Provincia di Massa Carrara Gianni Lorenzetti, il presidente del Parco Appennino Tosco-Emiliano Fausto Giovanelli, il promotore ed esperto di storia locale Emanuele Bertocchi e i tecnici Mimmo Colonnata e Emilio Bertolini.
Nell’occasione si è ricordato il tragico evento avvenuto il 6 e il 7 settembre del 1920, quando una violentissima scossa di terremoto, di magnitudo 6,48, con epicentro Vigneta, sconvolse la Lunigiana e la Garfagnana. La scossa, raccontarono i testimoni, durò 20 interminabili secondi. Causando danni gravissimi. In totale i morti furono 171 (88 nella provincia apuana) i feriti 650 (421 a Massa-Carrara). 45 morti e 300 feriti solo nel Comune di Fivizzano di questi 17 solo a Sassalbo. Furono due i fattori che contribuirono a limitare il bilancio delle vittime: il giorno 6 c’era stata una violenta scossa per cui molti avevano deciso di rimanere all’aperto, inoltre considerate le principali attività economiche (agricoltura e pastorizia) a quell’ora molti, per lavorare, erano già fuori dalle loro case, dove restarono, invece, soprattutto donne e bambini, che furono le vittime più numerose.
Nel caso di Sassalbo esiste fra le carte dell'archivio parrocchiale della chiesa di San Michele Arcangelo, un voluminoso carteggio, una cronaca accorata, sensibile, carica di amore e di umanità, che narra del terremoto del 1920. Si tratta del lavoro racolto dall’arciprete don Antonio Pinelli, un diario accorato, sensibile, carico di amore e di umanità. Una meticolosa ricostruzione che racconta il terremoto minuto per minuto, quasi una diretta, un documento storico e una testimonianza unica. —m.l.
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