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Morì schiacciato dal blocco, in due davanti al gup
/ carrara
Una morte atroce, sotto più di quattromila chili di marmo bianco, nel piazzale di un deposito a pochi passi dal mare. Succedeva nel luglio del 2018.
C’è una svolta nella tragica vicenda dell’operaio di 41 anni, Luca Savio, morto nel luglio di due anni fa, colpito da un blocco – durante una manovra di calzatura prima della movimentazione – nel deposito FC Autogru di viale Zaccagna.
La Procura (il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta è la dottoressa Roberta Moramarco) ha iscritto due nomi nel registro degli indagati, nel fascicolo aperto subito dopo l’infortunio mortale, con l’ipotesi di omicidio colposo.
Si tratta di Ginetta Ferrari, legale rappresentante, datore di lavoro e preposto della Fc Autogru e Maurizio Ferrari, gruista della Fc di viale Zaccagna e addetto alla movimentazione del blocco che ha travolto e ucciso l’operaio di 41 anni.
L’udienza davanti al gup per la richiesta di rinvio a giudizio è stata fissata per il prossimo 8 ottobre alle 12. I familiari di Luca Savio, la madre, il padre e il fratello sono rappresentati, come parte civile, dall’avvocato Paolo Pasquali.
Nella richiesta di rinvio a giudizio il capo di imputazione– omicidio colposo in concorso – è articolato.
A Ginetta Ferrari, legale rappresentante della FC Autogru, viene contestato di aver “omesso di sovrintendere e vigilare sull’osservanza degli obblighi di legge da parte del gruista Maurizio Ferrari, nonché sul rispetto delle disposizioni aziendali relative alla procedura di movimentazione di blocchi carico e scarico autocarro sottoscritta il 6 febbraio del 2017”.
Al gruista Maurizio Ferrari viene contestata “l’inosservanza delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro durante le operazioni di movimentazione di un blocco di marmo di forma irregolare detenuto nel piazzale della società”.
Al gruista viene inoltre contestato che “alla guida dell’autogru Omar, nel corso delle operazioni di movimentazione di un blocco del peso di 4. 430 chilogrammi, ometteva di controllare la corretta imbracatura del blocco stessi ed il suo bilanciamento, e di verificare che il lavoratore Luca Savio fosse a distanza di sicurezza”.
Sulle richieste di rinvio a giudizio si esprimerà il giudice delle udienze preliminare il prossimo ottobre.
I familiari dell’operaio, madre, padre e fratello si sono da subito costituiti parte civile.
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