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Rapina un salumiere in negozio: gli spacca la testa usando un mattone
È entrato chiedendo le birre, poi lo ha colpito derubandolo di un orologio e una catena. Un sospetto preso e rilasciato
sarzana
Un uomo vestito di scuro, questo era l'unico dettaglio ben definito dell'aggressore che ricordava Giovanni Devoti, 67 anni, colpito con un mattone alla testa alle spalle per un braccialetto d’oro e un orologio nella sua bottega di alimentari e panetteria a Marinella, in via Brigate Partigiane.
L'uomo è entrato in negozio alle 8 di mattina, un viso sconosciuto ai residenti della piccola frazione costiere di Sarzana. Che infatti lo hanno notato memorizzando il vestiario: tutto scuro, maglietta e pantaloni. L’uomo si è rivolto al salumiere chiedendogli di acquistare 15 birre e il titolare del negozio, in quel momento da solo, ha oltrepassato il bancone per andare a prendere le bottiglie e servire il cliente.
Il presunto acquirente, non appena il titolare della bottega gli ha voltato le spalle, lo ha colpito alla testa con un mattone. C'è stata una colluttazione, con l'uomo ferito che provava a difendersi e l'altro che cercava di strappargli via la collana e il bracciale d'oro. Nella concitazione è riuscito a prendere soltanto il bracciale ed è scappato via in bicicletta. Abbandonando il mattone insanguinato per terra.
Il titolare della salumeria, ridotto a una maschera di sangue, è riuscito a chiamare i soccorsi e ad avvisare la moglie. Dopodiché è stato trasportato in ospedale.
La Tac che gli hanno fatto ha escluso complicazioni e l’uomo, completate le visite di rito, è rientrato a casa propria.
A Marinella intanto era partita la caccia all’uomo. L’aggressore infatti era stato visto fuggire in bicicletta e i carabinieri della sezione locale si sono subito messi sulle sue tracce.
Hanno trovato un uomo poco dopo che corrispondeva alla descrizione fatta. Un casertano. La persona fermata però è stata rimessa in libertà nel pomeriggio perché non è stato possibile riscontrare prove concrete a suo carico. Rimane indagato.
«Erano le 8.10 e avevo appena aperto il negozio quando è entrato quell’uomo sulla quarantina, molto sudato e vestito di scuro, indossava cappello e occhiali da sole», ha raccontato Devoti ai carabinieri. «Appena mi sono girato per prendere le birre che mi aveva chiesto ne ha approfittato e mi ha colpito alla testa con un mattone. Devo dire che fin dall’inizio mi era sembrato un tipo poco raccomandabile. Sono rimasto a terra, mi ha urlato qualcosa e lui mi è salito sopra, colpendomi diverse volte in faccia e al colpo con dei pugni, intimandomi di dargli i soldi. Mi sono difeso, ho urlato anche io e lui in pochi secondi è scappato con una mountain bike che aveva lasciato qua fuori».
Il primo a soccorrere Devoti è il cognato, pure lui un commerciante. «Ho chiamato 118 e forze dell’ordine immediatamente, Giovanni era pieno di sangue in volto. Mi sono molto spaventato».
Sul posto arriva anche la figlia, Martina Devoti. «Ha aspettato che si girasse mi ha detto papà e gli ha dato la mattonata. Mio padre avendo le birre in mano ha cercato di difendersi, voleva l’oro. Credo che sia una persona che non aveva mai visto prima».
Racconta anche la moglie Marisa Paita, arrivata pochi istanti dopo la chiamata del marito. «Ci siamo spaventate moltissimo, le conseguenze per lui potevano essere molto peggiori e gravi. Mi pare comunque assurdo che sia successo questo». I carabinieri hanno ricostruito i movimenti dell’uomo prima dell’arrivo al negozio, scoprendo che era passato da un bar dove aveva bevuto una birra. La svolta alle 11, con le ricerche estese anche a Marina di Carrara e il fermo. L’interrogatorio è durato tre ore e per ora, non avendo indizi chiari di colpevolezza, l’uomo è stato rilasciato. Si continua a indagare. —
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