Il Tirreno

la crisi della partecipata 

«Ora ricapitalizziamo la Imm E dai vertici un passo indietro»

Luca Barbieri
«Ora ricapitalizziamo la Imm E dai vertici un passo indietro»

A una settimana dall’assemblea dei soci l’ultimatum delle sigle sindacali «Cda e direttore compreso devono dimettersi, la società deve essere salvata»

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/ CARRARA

«Ricapitalizzazione il 17, ma poi un passo indietro dei vertici». A una settimana esatta dall'assemblea dei soci, Filcams, Fisascat e Uiltucs tornano così sulla vicenda Imm-CarraraFiere.

«È vero che le decisioni verranno prese nell'assemblea del 17, ma se non si creano le condizioni per la continuità, l'assemblea non potrà far altro che andare verso il fallimento dell'azienda. Sarebbe facile ricordare alla proprietà che avevamo detto da molto tempo che non curandosi di decisioni sbagliate saremmo arrivati a questo risultato - si legge nella nota sindacale - Ricordiamo anche i mancati incontri tra maggiori proprietari, vertici aziendali, sindacati e lavoratori che abbiamo ripetutamente richiesto per due anni. Vogliamo credere che le rassicurazioni e l'impegno promesso dalla Regione Toscana davanti ai lavoratori non rappresentino solo l'ennesima presa in giro riservata al personale Imm negli ultimi anni. Una presa in giro che per i lavoratori fa il paio con l’umiliazione derivante dalla totale mancanza di considerazione e con l’essere apertamente ostacolati ed emarginati quando in disaccordo con le decisioni aziendali», sottolineano e ribadiscono le sigle sindacali, rimarcando la «perdita delle fiere che avevano utili (Seatec-Compotec 275mila euro nel 2015; l'ultima Marmotec 2016 200mila euro) e la decisione di fare eventi alternativi quanto meno discutibili; esempio recente e significativo in proposito è l’evento sul marmo del 2019, rispetto al quale apprendiamo il 2 settembre dal consiglio comunale che ci sarebbe stata una perdita di 136mila euro».

Ecco perché, con l'assemblea dei soci alle porte, i sindacati auspicano «nuove e buone idee sul futuro, con un nuovo amministratore, un nuovo management e nuove idee di lavoro, così che sia possibile chiudere questo triste capitolo e aprirne uno nuovo. Solo così potremo salvare il polo fieristico».

E chiedono inoltre «a tutti i vertici, cda e direttore compreso, di fare un passo indietro: questo è il minimo, dopo 5 anni di cattiva gestione di una “res publica”. La Imm, volano economico per il territorio intero, è pronta a ripartire con fiere, congressi, servizi al marmo e altre attività correlate che i soci dovranno delineare con il nuovo amministratore e il nuovo management, a patto che questi siano all’altezza della difficilissima situazione attuale».

E il punto sulla questione arriva anche direttamente dai segretari Cgil Paolo Gozzani, Cisl Andrea Figaia e Uil Franco Borghini.

«Le difficoltà del mondo fieristico sono note e precedenti al Covid. Quanto avvenuto è figlio non di una improvvisa pandemia che impedisce le fiere quanto, soprattutto, di gravi scelte sbagliate da parte del management uscente. Regalare a Verona la fiera del marmo, vera mission di tutta la “baracca”, rappresenta la vera grande miopia. È come se il maggiore paese produttore di petrolio regalasse al proprio concorrente l'evento più importante. La ripresa, se ci sarà la ricapitalizzazione che auspichiamo avvenga il 17 settembre, dovrà essere supportata da un buon piano industriale, coinvolgendo le professionalità interne senza perdersi in continue consulenze dispersive in una logica di apparentamento con poli fieristici più ampi mantenendo il core business di riferimento».

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