Il presidio
Luvisotti non potrà difendersi: è morto nel marzo 2019
È morto senza avere avuto la possibilità di difendersi. Aveva 85 anni, Virgilio Luvisotti, quando in una sera di marzo del 2019 la malattia contro cui stava combattendo con operazioni e ricoveri lo ha portato via, nel mezzo dell’inchiesta in cui era stato arrestato nel gennaio 2018 con l’accusa di aver corrotto il giudice Roberto Bufo con un’auto usata. «È un complotto contro di me – aveva dichiarato in un conferenza stampa l’ex consigliere regionale –. In realtà l’auto era stata comprata attraverso un’asta via Internet da una società che si chiama “Zoff”, che ho poi scoperto fare riferimento al cugino di Giovanni Avino, l’ex vicedirettore dell’Ivg. Nessuno ha parlato di questa donazione. Solo Avino, da cui devo ancora incassare i soldi per la vendita delle quote della società. La Procura crede alle sue parole». Luvisotti, attraverso il legale Andrea Da Prato, fin dal giorno dall’arresto si era sempre battuto per dimostrare la sua estraneità alle contestazioni mosse prima dagli inquirenti e poi anche da Avino con una serie di dichiarazioni accusatori nei confronti dello storico direttore dell’Istituto vendite giudiziarie.
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