Il Tirreno

la scuola ai tempi del covid-19 

Dimezzati i posti al convitto genitori del Minuto in piazza

Camilla Palagi
Dimezzati i posti al convitto genitori del Minuto in piazza

La protesta davanti a Palazzo Ducale per il diritto allo studio dei fuori sede «Non ci sono spazi per tutti, dovranno fare una scelta ingiusta tra gli iscritti»

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I tecnici della Provincia di Massa-Carrara, ovviamente, scongiurano questa ipotesi. Ma ad oggi sono circa 40 gli iscritti all'istituto alberghiero Giuseppe Minuto che rischiano di perdere l'anno scolastico.

Provengono da Pisa, Livorno, Abetone, Casciana Terme, Parma, addirittura dall'isola D'Elba. E a causa della distanza da casa hanno richiesto di poter entrare al Convitto, lo spazio che offre vitto, alloggio e sostegno agli studi, a quegli studenti che appunto vengono da lontano per frequentare la rinomata scuola di cucina. Ma le normative per evitare la diffusione del Covid-19, quest'anno riducono drasticamente i posti disponibili alla sede del Convitto che si trova alla Colonia Fiorenzuola. Di fatto li dimezza.

La Provincia è alla ricerca di una struttura capace di accogliere i 40 studenti che altrimenti resterebbero senza un alloggio, ma ad oggi strutture simili all'orizzonte non se ne vedono. Il rischio che corrono gli iscritti è quello di perdere l'anno scolastico, denunciano i genitori scesi in piazza ieri mattina per chiedere certezze alla Provincia. «Proprio per le norme antiCovid – spiega Alessandra Veronese, pisana, mamma di uno studente di 16 anni – le scuole che normalmente avrebbero potuto accogliere questi ragazzi non li accettano, perché non ci sono più posti nelle altre classi. Lo stesso Minuto ha dovuto porre un limite alle iscrizioni».

Francesco Chiappetta, livornese, padre di uno studente di 16 anni e mezzo, riassume così: «I disagi sono quelli di 80 studenti che fanno i pendolari per venire in questa scuola ritenuta un'eccellenza in tutta la Toscana. E ovviamente i disagi delle rispettive famiglie. Ad oggi ci troviamo senza posto per loro, e la situazione attuale prevede che, se non si troverà una soluzione, si dovrà fare una cernita tra chi ha diritto ad entrare e chi non ce l'ha».

Un'operazione da scongiurare, secondo la Provincia. Ieri mattina a ricevere una delegazione di studenti e di genitori è stato il presidente Gianni Lorenzetti e il personale tecnico chiamato in questi mesi ad individuare una soluzione al problema. «Pur non avendo avuto nessun riscontro dalla scuola rispetto al piano che intendevano adottare – ha spiegato Lorenzetti – abbiamo intuito e anticipato il problema e ci siamo mossi per cercare un’altra struttura, individuando “Il Pioppo”, con il quale l’anno scorso era stata fatta una convenzione per l’uso delle cucine come laboratori. In un primo momento ci sembrava che la cosa fosse fattibile, invece il consiglio di amministrazione il 31 agosto ha deciso di non concederci la struttura. Non siamo però rimasti su quell’unica opzione, avevamo già pensato di interpellare altre due strutture, in questo caso alberghiere, con le quali ci stiamo confrontando per la disponibilità. Per onestà devo dire – ha aggiunto il presidente – che un attimo dopo aver trovato la soluzione ci troveremo di fronte al problema del finanziamento di questo ulteriore sforzo economico». Insomma la struttura inizialmente individuata per risolvere il problema dopo la valutazione del consiglio di amministrazione non ha ricevuto il parere favorevole e ad oggi questa situazione rischia di minare il diritto allo studio di 40 giovani. —



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