Il presidio
«Aziende chiamano i privati per installare antenne del 5G»
massa
«Compagnie telefoniche chiamano proprietari di terreni ed edifici per verificare la disponibilità ad ospitare antenne 5G». A renderlo noto è il capogruppo del Pd Gabriele Carioli nell'interpellanza fatta lunedì in consiglio comunale. Il consigliere, lontano dalle dietrologie che spesso accompagnano il dibattito su queste tecnologie, ha sollevato due ordini di problemi; il primo riguarda i rischi per la salute della popolazione esposta a certi campi elettromagnetici; il secondo è che dal 2005 il comune di Massa è dotato di un regolamento specifico che disciplina l’installazione delle stazioni radio base e che richiede l’assenso dell’ente per procedere.
Inoltre, il 18 maggio il consiglio comunale approvava il “nuovo piano delle antenne”, che definisce la pianificazione all’installazione di antenne radiotrasmittenti, al fine di garantire un servizio essenziale e di ridurre al minimo l’esposizione della cittadinanza. In sintesi, qualunque compagnia telefonica per installare nuove antenne deve prima passare dal vaglio del comune. Inoltre, sempre nel corso di quella seduta consiliare si ribadiva che l’installazione di antenne 5G non era prevista. «Tuttavia da quella data ad oggi -risponde l’assessore Paolo Balloni- è cambiato l'impianto normativo di riferimento. Com’è noto nel nostro Piano non è prevista l’installazione delle antenne 5G, ma con il decreto Semplificazioni si introduce una modifica alla legge di riferimento che di fatto la rende possibile». Da quel momento sono già arrivate sette richieste: «cinque da Iliad, una da Vodafone, una da Wind».
Di queste, solo due sono al momento possibili: «L’installazione di antenne per tecnologia 5G a frequenza 3,7 MHz (megahertz) non può essere impedita, ma nonostante questo, e in virtù delle possibilità che ci concede la legge, abbiamo da subito ripreso gli incontri con Polab, per ragionare dove collocare queste antenne nell’ottica di una minor esposizione possibile». «Un insieme di tecnologie che però -conclude Balloni- non sono solo un rischio, i cui studi vanno ancora verificati, ma sono anche futuro, in termini di innovazione tecnologica, maggiore comunicazione e connessioni. Siamo attivi con Polab per sorvegliare e regolamentare questo fenomeno». — — —
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