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Sanac, cresce la paura. Lavoratori in prefettura per avere risposte

Camilla Palagi
Sanac, cresce la paura. Lavoratori in prefettura per avere risposte

Chiedono certezze sulla cassa integrazione. Presenti tutti i parlamentar apuani: «Fate arrivare la nostra voce a  Roma»

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MASSA. Alla Sanac cresce di nuovo la preoccupazione. Si avvicina infatti la scadenza della fideiussione che lega il gruppo alla multinazionale ArcelorMittal. E prospettive di rinnovo, al momento, non ve ne sono.

Ieri mattina sindacati e Rsu dopo un sit-in fuori da Palazzo Ducale hanno incontrato il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, il nuovo prefetto Claudio Ventrice e i parlamentari apuani, Massimo Mallegni, Riccardo Ricciardi, Martina Nardi e Cosimo Maria Ferri per manifestare la propria preoccupazione, e per chiedere l'impegno delle istituzioni per far arrivare la voce dei lavoratori del gruppo fino a Roma.

«Oltre alla scadenza della fideiussione – spiega Nicola Del Vecchio della Cgil – c'è la questione della cassa integrazione. Da ottobre verrà aumentata di due settimane a lavoratore, un segnale che non è positivo considerato che ad oggi non abbiamo ancora un piano di investimenti per il 2021». Alle istituzioni locali è stato chiesto di sottoscrivere un documento da inoltrare al Ministero del Lavoro e a quello della Attività produttive.

«Non vogliamo che questa cassa integrazione sia l'inizio della fine – commenta Stefano Tenerini della Cisl - All'acciaieria di Trieste la Cig è stata attivata per permettere la riconversione della fabbrica in economia verde. Non verranno più utilizzati gli altiforni con combustibile fossili ma con energia elettrica e questo chiediamo di fare anche per l'ex Ilva. Ma se il paese Italia deve fare un ragionamento serio sul futuro dell'acciaieria deve farlo con una politica che coinvolga i lavoratori. Alla Sanac l'età media degli operai è di 35 anni. Sono persone mentalmente elastiche che possono, attraverso dei corsi di formazione, prepararsi a questa riconversione. Ma bisogna dire basta con le parole e chiedere di passare ai fatti».

«Oggi da parte di chi governa mi aspetto risposte e non i soliti vedremo e faremo. Per quanto mi riguarda adesso chiamo il Ministero per lo sviluppo economico, chiamo la presidente del Senato Casellati e chiedo che l’azienda e i lavoratori vengano ascoltati in commissione. Ma l’interlocuzione da parte dell’azienda è fondamentale. E invece anche oggi manca». A dirlo è il senatore di Forza Italia Massimo Mallegni, commissario regionale di Forza Italia in Toscana.

«Occorre convocare i vertici di Arcelor Mittal ed i Commissari di Sanac - aggiunge il deputato Cosimo Maria Ferri (Italia Viva) - per capire le effettive intenzioni e per parlare del presente e del futuro di questa importante azienda».

Secondo Massimo Graziani della Uil la situazione di Sanac è più drammatica di quel che si pensi: «La direzione ci riferisce che non ci sono ordini e che i magazzini sono pieni. Ciò che chiediamo con forza è un ulteriore incontro per legare in maniera indissolubile il destino di Sanac a quello di Ilva. Non è più possibile immaginare una Sanac sola a penetrare il mercato, ormai compromesso dalla situazione Covid». —
 

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