Il presidio
Approvata la variante “uno” Il M5s: strategia sbagliata
La maggioranza adegua il nuovo Regolamento alle norme della Regione sul rischio idraulico e interviene sulle “criticità interpretative”
massa
Si riaccende il dibattito sull’urbanistica in città dopo che la maggioranza ha approvato in consiglio comunale la variante numero 1 al Regolamento Urbanistico. Questo atto è servito ad adeguare la pianificazione urbanistica alla nuova legge regionale sul rischio idraulico, a uniformare i parametri a un'altra prescrizione regionale, entrambe del 2018, ma anche a modificare altre parti per la “risoluzione di criticità interpretative”, quindi mancanza di chiarezza, “incoerenza e carenze normative”, come scritto nell'atto stesso. «Molte delle scelte fatte finora non sono state del tutto chiare, attenderemo ancora il parere della Regione e le volontà dei privati, perché questa non sarà l'unica variante al Ru».
Duro il commento della consigliera Luana Mencarelli dei 5 Stelle a questa strategia della maggioranza. «Ecco dimostrata la capacità, la lungimiranza e la consapevolezza di questa amministrazione che parla di cambiamento, ma applica strategie vecchie al nostro territorio pressoché ingovernabile dal punto di vista urbanistico grazie alla reiterata mancanza di un piano vero e generale di indirizzo».
Il percorso che aveva indicato il M5S a inizio legislatura era di revisione integrale del Regolamento «per arrivare aduna pianificazione ragionata dell'intero territorio, partendo da un'idea precisa di quale vocazione dare alla nostra città. Invece no, questa giunta appena insediata ha preferito prendere il pacchetto dell'amministrazione precedente portarlo in consiglio per potersi appendere al petto la rapidità nell'approvazione, escludendo però la programmazione dell'intera parte dei Ronchi-Poveromo, con un emendamento che ha avuto come scopo quello di non assumersi responsabilità, inchiodando però per anni il destino di quella zona». Di fatto, però, chiude Mencarelli, «la città è ancora ferma e ancora non siamo al termine oltre a non godere di una vera pianificazione che imprima un'identità certa alla nostra terra». —
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