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Così Massa finisce in provincia di Macerata
massa
Piccolo, grande errore su un manifesto che pubblicizza un incontro culturale, che si svolgerà a Massa il prossimo martedì, 8 settembre. La città capoluogo finisce, suo malgrado, in provincia di Macerata.
L’incontro, ovvero la presentazione di un libro, con il poeta e i lettori, e la successiva proiezione di un cortometraggio, avrebbe dovuto svolgersi nella sede della biblioteca civica Bruno Giampaoli di Massa, appunto, ma sul manifesto accanto a Massa, invece di “Ms” è comparso “Mc”. Cioè la sigla non della Provincia di Massa Carrara, ma di Macerata. L’iniziativa “Sopra-Viviamo”, tour di presentazione del libro “L’amore al tempo del Covid-19” di Antonio Nobili, e la prima nazionale del corto “Una finestra non è abbastanza”, tratto dallo stesso libro, finiscono quindi nella bufera, non tanto per il refuso, quanto per il fatto che l’iniziativa è patrocinata proprio dal Comune di Massa in collaborazione con la biblioteca Giampaoli, tempio della cultura locale. Inciampare così, insomma, non è apparso bello ai molti cittadini massesi.
E il manifesto ha fatto presto anche a diffondersi via web, su tante pagine di storici e appassionati di storia locale, non senza polemiche: c’è chi dà la colpa alla mancanza di cultura degli amministratori locali, chi alla sfortuna, chi alla mancanza di attenzione per i dettagli, sebbene importanti che caratterizzano una terra, chi sostiene che il manifesto possa diventare un “reperto”, chi (i più esagerati) chiede le dimissioni dell’assessore alla Cultura, Veronica Ravagli, sostenendo che sia colpa delle sue origini fiorentine e chi infine ci scherza su: in fondo Macerata è la capitale italiana della cultura. Magari porterà bene. — Manuela D’Angelo
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