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sulla serata finale 

Confartigianato attacca: il Gran Galà era da fare in piazza degli Aranci

Confartigianato attacca: il Gran Galà era da fare in piazza degli Aranci

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Il direttore di Confartigianato, Gabriele Mascardi, si fa portavoce della protesta degli esercenti, a poche ore dal Gran Galà per il premio Mercurio D’Argento, previsto per questa sera in piazza Mercurio. Gran Galà che - sostiene Mascardi - «avrebbe potuto benissimo svolgersi negli ampi spazi aperti che offre piazza Aranci, senza andare a togliere respiro ai locali di piazza Mercurio che hanno vissuto mesi durissimi durante il lockdown. Parliamo di piccoli imprenditori che hanno fatto i salti mortali per riaprire. L’amministrazione - rincara Mascardi - dovrebbe parlare con operatori e i cittadini: dare risposte alle loro paure ed esigenze è il sale di qualsiasi amministrazione democratica».

«Piazza Mercurio - ricorda Confartigianato - è piccola e non può ospitare al tempo stesso tavoli dei locali, palco e sedie per il pubblico. E così tocca ai commercianti fare spazio. Lo avevano già fatto per il 29 agosto ma a causa del maltempo la manifestazione era stata rinviata. Nuova data, nuovo stop ai tavoli fuori per il 5 settembre. Per le piccole attività significa dover chiudere tutto il giorno – prosegue Mascardi – perché le restrizioni di sicurezza rendono proibitivo avere tanti clienti dentro il locale. Una soluzione era arrivata con la possibilità di allestire tavoli all’esterno senza pagare il suolo pubblico, per l’estate. Se gli si toglie questa opportunità è inutile aprire. Capiamo - prosegue il direttore di Confartigianato - che realizzare la finale del Mercurio d’Argento nell’omonima piazza abbia avuto un suggestivo effetto sull’amministrazione ma questo non deve offuscare la visione d’insieme di chi amministra. Quest’anno si sarebbe potuta scegliere piazza Aranci lasciando le attività libere di lavorare. Come ha rimarcato il sindaco Francesco Persiani, infatti, il pubblico interesse deve prevalere. Ma vorremmo ricordare al primo cittadino – conclude Mascardi - che il pubblico interesse è quello della città che amministra, dei suoi cittadini e dei suoi imprenditori, non del Comune in quanto ente pubblico. L’interesse di un tessuto socio-economico diffuso che coinvolge tante famiglie e lavoratori. Ma a quanto pare si è scelto di usare il pugno di ferro con chi lavora per non scontentare una ristretta élite plaudente e privilegiata che potrà godere in prima fila dello spettacolo». —



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