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Cava chiusa per Covid, si rientra a tre alla volta
Nei primi giorni della settimana gli esiti dei tamponi dei 15 dipendenti in quarantena. Poi gli ingressi saranno scaglionati
carrara
La notizia è dei giorni scorsi. Un lavoratore al rientro delle vacanze positivo al coronavirus. Un intero sito estrattivo chiuso e una quindicina di dipendenti in isolamento in attesa dei tamponi.
Così è arrivata, come una tegola, nel mondo del lavoro e del lapideo carrarese l'emergenza Covid-19.
L’episodio, e la relativa quarantena per i dipendenti è avvenuto in una cava tra quelle del gruppo Sam.
La cava in questione è stata chiusa da inizio settimana e cioè da quando è stato riscontrato il caso di positività di un dipendente che ha fatto scattare l'isolamento anche per i restanti 15 addetti. Finché i vari tamponi non stabiliranno risultati negativi per i lavoratori la cava rimarrà chiusa. I termini, per i primi risultati dovrebbero già essere pronti a metà della prossima settimana e, naturalmente, .
Ma intanto nella cava in cui è scattata la quarantena gli ingressi saranno scaglionati: si tornerà a lavorare a tre alla volta.
Per il resto le aziende si atterranno al protocollo sancito proprio per evitare il rischio di contagi: sanificazione delle mani, con varie postazioni di disinfettanti sia per quel che riguarda il monte (i piazzali di cava) e il piano (le segherie) e sanificazione dei locali mensa e dei servizi igienici.
Per quel che riguarda i trasporti, ossia le jeep che devono portare in cava i lavoratori, obbligo di mascherina fino all’arrivo e distanziamento una volta giunti sul posto di lavoro.
I sindacati, nei giorni scorsi, hanno ricordato l’importanza della sicurezza e delle normative per evitare che l’emergenza sanitaria arrivi sui luoghi di lavoro: questo infatti potrebbe avere conseguenze pesantissime, fino ad arrivare a nuove chiusure che il settore non potrebbe permettersi. —
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