Il presidio
«La capitozzatura degli alberi è pratica pericolosa e superata»
Parla l’ex perito agronomo del Comune di Massa, Vito Vergani: «L’uomo toglie la chioma alle piante per evitare l’effetto vela, ma le indebolisce e marciscono»
massa
Il pioppo caduto nel campeggio Verde Mare di Marina di Massa, quella tragica mattina del 30 agosto, è stato capitozzato. Per dirlo non bisognerà attendere la perizia dei consulenti di parte, perché è un dato di fatto: si vede che è un albero che non ha più la chioma.
Abbiamo chiesto ad un esperto del settore, Vito Vergani, ex perito agronomo del Comune di Massa, dal 1971, oggi in pensione, che tipo di pratica è quella della capitozzatura e perché l’uomo la usa così spesso, come si evince dalle decine di alberi “monchi”, pali della luce naturali, che ci sono in città. «Capittozare le piante- inizia Vergani- è di uso comune. Si fa molto spesso, per diversi motivi, e a volte può apparire utile, sia alla pianta, che all’essere umano che ci vive intorno. Ma in realtà non se ne considerano gli effetti, che sono invece deleteri, direi per entrambi».
Ecco perché: «Tutti gli agronomi sanno che le piante tendono ad autoregolamentarsi, cioè si rigenerano se il proprio equilibrio è sano e costante. Ma se ad un albero togliamo la chioma, inneschiamo un processo che va contro la sua biologia, le togliamo forza, la stressiamo e lei non riesce più ad autoregolamentarsi. Insomma- continua l’ex perito agronomo- con la capitozzatura le riduco l’apparato radicale. L’albero, nella sua fragilità, inizia ad indebolirsi e quindi può marcire, senza contare che, privato della chioma risulta anche soggetto ai venti. È curioso- continua Vergani- che l’uomo pensi invece che togliendo una chioma ad un albero questo sia meno soggetto alla forza dei venti, come diciamo in gergo, che faccia meno l’effetto vela. All’inizio è così, ma col tempo, un tronco e radici più deboli e l’assenza di rami e fogliame, rendono la pianta più in balia delle intemperie. Insomma, la pratica della capitozzatura è molto pericolosa e, anche alla luce dei tanti incidenti avvenuti in tutta Italia, a causa di piante ridotte a pali, non ultimo quello a Marina di Massa, direi che va considerata sbagliata e superata». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
