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«Basta saccheggio alle cave» Si prepara la mobilitazione
Una assemblea pubblica che pone al centro la devastazione delle Apuane Gli ambientalisti: non si può permettere la polverizzazione delle montagne
carrara
Athamanta lancia un'assemblea pubblica verso una «mobilitazione contro la devastazione delle Alpi Apuane»: appuntamento domani (venerdì) alle 18 all'ex deposito Cat di Massa.
Una assemblea a cui dal gruppo invitano popolazione, associazioni e collettivi.
«La manifestazione del 4 gennaio contro l’approvazione dei Pabe di Massa ha dimostrato l’esistenza di un’ampia opposizione alla devastazione delle Alpi Apuane che travalica i confini provinciali. Migliaia di persone sono scese in strada portando con determinazione la necessità di una decisa inversione di rotta», scrivono dal gruppo e sottolineano: «In questi mesi le amministrazioni comunali hanno invece ancora dimostrato la volontà di proseguire sul solco tracciato da decenni di escavazione sempre più distruttiva, affinando strumenti di pianificazione che si rivolgono a imprese e società alle quali, in cambio di qualche briciola, regalano la possibilità di saccheggiare il territorio come un distretto minerario, permettendo la polverizzazione delle montagne e la devastazione di valli e corsi d’acqua. Alimentando la mitologia tossica di un popolo di artisti e cavatori, si nega l’evidenza distruttrice del sistema estrattivo, i cui “sviluppi tecnologici” da decenni determinano anche la perdita di posti di lavoro oltre che la scomparsa di ampie porzioni di montagna».
E dal gruppo passano agli esempi, come il regolamento degli agri marmiferi di Carrara, «approvato in un clima surreale fatto di consigli comunali a porte chiuse, polizia e troppa arroganza nel totale disinteresse ad ascoltare le osservazioni e le opposizioni portate da decine di associazioni del territorio. È il momento di prendere parola collettivamente e determinare nuove linee di indirizzo politico basate sulla cura anzi che sullo sfruttamento, sull’uso invece che sul diritto di chissà quale proprietà nella gestione del territorio. Mettere al centro il bene comune non è uno slogan di facciata...».
Dopo Carrara, vanno avanti, «è in discussione la bozza per il comune di Massa, ancor più devastante nelle sue ricadute su un territorio, per adesso, meno colpito dallo scempio estrattivo. Lo stesso Comune che ha iniziato a sponsorizzare un percorso verso un ”contratto di fiume’’ per la valle del Frigido che ha già dichiarato di voler costruire in concertazione con le imprese di estrazione marmifera locali. L’escavazione massiva di marmo dalle Alpi Apuane e le sue conseguenze non sono un problema locale né comunale, sono un problema di tutti», concludono. —
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