Italia
La litania dolce della preghiera si alza dalle finestre dell’ostello
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Si sente una preghiera uscire dalle finestre aperte dell'Ostello del Pellegrino, in piazza Mercurio, dove alloggiano da due giorni i genitori di Malak e Jannat, Hicham e Aziz Fatima Lassiri. Le due bambine sono morte schiacciate da un pioppo, mentre dormivano in una tenda da campeggio.
I loro genitori stanno pregando assieme Nissrin, 19 anni, sopravvissuta al crollo del pioppo e ad altri parenti, mentre una volontaria della Croce Rossa si prende cura del figlio più piccolo, 9 anni, ultimo nato in casa Lassiri.
Hanno tutti bisogno di sostegno psicologico e umano, oltre che di vestiti pesanti e scarpe chiuse, visto che le loro valige erano piene soltanto di abiti leggeri da campeggio e sandali. Sono tornati all'ostello poco dopo le 17, e dopo aver trascorso ore interminabili all'obitorio del Noa. Qui non hanno voglia di parlare troppo: una decina di uomini, parenti arrivati da lontano, presidiano la porta dell'ostello. C'è anche lo zio, impietrito.
«Delle indagini non sappiamo niente- dicono- e Poi non riporteranno in vita le nostre bambine». Come dargli torto.
Fatima è salita in camera prima di tutti: ha con sé tre, quattro foglietti, consegnatigli alla reception, con su segnati alcuni numeri di telefono di persone che vorrebbero parlarle, portare aiuto, o conforto. I volontari della Croce Rossa fanno su e giù con borse piene di cose. Il piccolo sceglie una felpa con le maniche lunghe da un cesto di sciarpe e giubbotti. Non piange, forse inconsapevole di quello che è accaduto alle sorelle. Per più di un'ora la cantilena della preghiera risuona tra l'obelisco e le scale della Piastronata e il vento porta in alto quelle parole che al suono sembrano dolci. —
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