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Dipendenti in sciopero «Basta rimpalli politici»
carrara
Un tavolo con i vertici, i soci, le associazioni di categoria, lavoratori e sigle sindacali e – nel frattempo – scatta lo sciopero: «Basta rimpalli politici: a pagare non siano i lavoratori». A chiedere il tavolo, annunciando lo stato di agitazione, Filcams, Fisascat e Uiltucs che tornano, dopo le parole del presidente di Imm-CarraraFiere Fabio Felici nell'edizione di domenica, sulla vicenda, al bivio tra una risoluzione (l'assemblea dei soci è fissata per il 14) e la liquidazione. «Un rinnovato e costante interesse per sorti di Imm, guarda caso in periodo di campagna elettorale...», scrivono in apertura i sindacati che racchiudono temi e perplessità in un paio di note. «Mentre Pd e M5S si rimpallano le responsabilità e le opzioni di salvataggio della partecipata, politicamente “gestita” dai propri esponenti, buona parte dei cittadini di Carrara risponde al questionario diffuso in merito da Cna esprimendosi a favore della riconversione in acqua-park, centro polisportivo o altra tipologia di attrazione turistica, a testimonianza di quanto la cittadinanza sia lontana dal comprendere l’utilità per il territorio di un soggetto che si è rivelato man mano sempre più lontano dalla sua mission originaria, ovvero la promozione del marmo», fanno notare. E intanto nella giornata di ieri proprio i vertici di Cna sono intervenuti nell'assemblea del personale di Imm e si sono detti, proseguono, «disposti a collaborare purché ci siano progetti validi».
E arriviamo alle domande. «Ci si chiede dove fossero in tutti questi anni quanti avevano istituzionalmente il dovere di controllare attività e conti dell’azienda, cda in testa, ma anche Comune di Carrara e Regione Toscana. I tentativi di confronto con la dirigenza che molti lavoratori hanno fatto (da ben prima dell’ultima gestione) ogni qualvolta le scelte di indirizzo sulle attività societarie presentavano a loro avviso elementi di forte criticità sono stati ignorati, quando non causa di dure “reprimende”».
E ancora: «Quando il problema economico della società si è fatto più evidente si è iniziato a parlare dei lavoratori, ma solo in termini di costi e necessità di riduzione degli stessi. Per chi non conosce le dinamiche interne, l’impressione è dunque che in Imm ci siano da pagare 26 persone a fare non si sa bene cosa, se non aspettare ogni mese lo stipendio. Val la pena ricordare che in questa azienda esistono professionalità che sono andate perfezionandosi grazie all’esperienza maturata in anni, senza che ne fosse mai riconosciuto il merito...». Dai lavoratori alle parole del presidente: «Da anni i sindacati hanno condiviso le preoccupazioni dei lavoratori e la mancanza di dialogo con la direzione. Se come afferma Felici nel 2015 i soci avevano scelto, tra le sue proposte, il rilancio della società e dei suoi prodotti con il mantenimento dei lavoratori, ben poco si è visto di questo...». —
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