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Ponte crollato, Cna: «Togliere le macerie Con le piogge saranno un pericolo»

Ponte crollato, Cna: «Togliere le macerie Con le piogge saranno un pericolo»

Il presidente provinciale Bedini si rivolge agli ambientalisti «Mi spiace vedere che lo spirito ecologista si sia affievolito»

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Grido di dolore degli artigiani e un appello agli ambientalisti sulla situazione - ferma ormai da oltre quattro mesi - intorno al ponte crollato sul fiume Magra ad Albiano, la più popolosa frazione del comune di Aulla, da tempo tagliata in due e quasi irraggiungibile.

«Sono trascorsi oltre quattro mesi (era mercoledì 8 aprile 2020, poco dopo le 10 del mattino, ndr) e ciò che resta del ponte di Albiano Magra, con tanto di furgone rosso, è ancora lì come un triste monumento all'assurdo». Così inizia Paolo Bedini, presidente della Cna di Massa-Carrara, che evidenzia come si «siano persi e si stiano perdendo mesi preziosi per togliere le macerie con modalità celeri prima delle stagione autunnale e invernale, con gli immaginabili periodi di pioggia che innalzeranno le acque del fiume Magra. Ma le piene, quando arriveranno, troveranno sul loro percorso la barriera di macerie del ponte diventando un ulteriore elemento di pericolo per la comunità di Albiano Magra». L’area dove l’infrastruttura stradale è collassata da allora si trova infatti sotto sequestro, con i sigilli messi dalla Procura di Massa, che ha naturalmente aperto un’inchiesta sulle cause del crollo e per individuare i responsabili di questo dramma che solo per puro caso (cioè il periodo di lockdown con le strade deserte) non ha fatto vittime ma “solo” due feriti.

«Mi spiace – prosegue il presidente provinciale della Confederazione nazionale artigiani - constatare come lo spirito ecologista di movimenti e associazioni si sia affievolito, considerando che i detriti del ponte raccolgono l'asfalto con i suoi nocivi residui degli idrocarburi che si spargeranno».

Cna porta l’esempio del Ponte Morandi di Genova per sottolineare velocità diverse, e anche atteggiamenti differenti. «Quando ci fu il tragico crollo del ponte Morandi in Genova il lavoro di rimozione dei detriti e macerie fu rapido, in specie per quelle cadute nel letto del fiume Polcevera, e questo anche grazie alla sensibile attenzione della Magistratura che fece mettere le macerie in alcune aree e capannoni per essere a disposizione dei periti incaricati per stabilire le cause del crollo», sottolinea Bedini.

Che aggiunge: «Togliere le macerie del ponte adagiate sul fiume Magra significa non solo prevenire problemi ambientali, ma soprattutto significa dare un positivo segnale di speranza a tutti i cittadini, e alle imprese, che saranno concretamente avviati i lavori della ricostruzione di un ponte così essenziale e strategico per i collegamenti e l'economia tra due Regioni (Toscane e Liguria, ndr) e due province (Massa-Carrara e La Spezia, ndr)». —

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